E’ stato immortalato mentre getta ingombranti a Tor Bella Monaca e denunciato alla Polizia Locale, l’uomo che ora si troverà ora a fare i conti con una sanzione salatissima. L’ultimo esempio di un giro di vite che il governo ha voluto imporre per contrastare il problema dell’abbandono di rifiuti.
Tor Bella Monaca fa da sfondo alla prima sanzione da 18mila euro con le nuove norme contro l’abbandono illecito dei rifiuti
A segnalarlo, tramite un post sui social, è stato il consigliere municipale Emanuele Licoppodio, allegando una foto (opportunamente oscurata per tutelare l’identità del soggetto) che mostra l’uomo in flagranza di reato.
La multa che rischia di vedersi infliggere, di ben 18mila euro, non è un’esagerazione mediatica, ma una diretta conseguenza del nuovo decreto legge 116/2025, entrato in vigore proprio la settimana scorsa.
Il provvedimento, che aggiorna il decreto legislativo 152 del 2006, interviene in maniera decisa per inasprire le pene e le sanzioni amministrative a carico di chi abbandona i rifiuti, sia pericolosi che non pericolosi. L’episodio di Tor Bella Monaca diventa così un caso emblematico, la prima grande prova della nuova normativa e un chiaro monito per tutti coloro che continuano a compiere simili gesti.
Il Decreto Legge per la tutela ambientale e la sicurezza dei cittadini
Il decreto legge, approvato con l’obiettivo di contrastare in modo più efficace le attività illecite in materia di rifiuti, si concentra su vari aspetti. In primo luogo, affronta la straordinaria necessità e urgenza di contrastare il fenomeno dei roghi tossici, un problema che mette in pericolo la vita e la salute delle persone, oltre a compromettere la salubrità dell’ambiente.
Viene menzionata in particolare la cosiddetta “Terra dei fuochi”, a sottolineare l’importanza di intervenire in quelle aree dove l’emergenza è più grave. In secondo luogo, il provvedimento estende le misure di contrasto a livello nazionale, rendendo le sanzioni applicabili a chiunque si macchi di reati ambientali, come l’abbandono di rifiuti. La nuova normativa non si limita a innalzare le sanzioni pecuniarie, ma introduce anche pene più severe per i reati connessi alla gestione e al trasporto dei rifiuti.
Le nuove sanzioni e le conseguenze per chi viola la legge
Ma la parte più rilevante del decreto, che tocca direttamente il caso di Tor Bella Monaca, è la modifica dell’articolo 255 del Codice dell’ambiente. Con l’introduzione di nuove sanzioni, l’abbandono o il deposito di rifiuti, compresi gli ingombranti, non è più un illecito da poco. Le sanzioni amministrative sono infatti aumentate notevolmente.
Pene per i privati cittadini
Con l’entrata in vigore del decreto, chi abbandona o deposita rifiuti non pericolosi in modo illecito è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 a 18.000 euro.
Ma le sanzioni non si fermano qui. Se l’abbandono avviene con l’utilizzo di un veicolo a motore, il conducente subisce anche la sospensione della patente di guida da uno a quattro mesi. Questo inasprimento ha lo scopo di colpire non solo il gesto, ma anche i mezzi utilizzati per commetterlo, rendendo più complesso e rischioso il trasporto illecito di rifiuti.
Pene per le imprese e i casi più gravi
Le nuove norme colpiscono duramente anche le imprese e i loro responsabili. Se sono loro ad abbandonare i rifiuti, le sanzioni diventano penali, con la previsione dell’arresto da sei mesi a due anni o l’ammenda da 3.000 a 27.000 euro. Quando l’abbandono di rifiuti non pericolosi provoca un pericolo per la vita o la salute delle persone, la pena può arrivare alla reclusione da sei mesi a cinque anni.
Nel caso di rifiuti pericolosi, la reclusione può estendersi da uno a cinque anni. Per i reati commessi con un’impresa, le pene sono aumentate di un terzo. Infine, in caso di condanna, è prevista la confisca del mezzo utilizzato per il reato, a meno che non appartenga a una persona estranea ai fatti.
Un altro aspetto importante è la possibilità di accertare le violazioni attraverso l’uso di telecamere di videosorveglianza, come accaduto nel caso di Tor Bella Monaca. La legge dà al sindaco la competenza per l’applicazione delle sanzioni, snellendo così il processo sanzionatorio e rendendolo più rapido ed efficiente.


















