Spiagge di Ostia, segnalazione all’Antitrust: “Gara viziata da irregolarità e anomalie gravi”

Dopo l’aggiudicazione dei lotti balneari, LabUr denuncia turbativa d’asta e chiede l’intervento dell’AGCM: “L’amministrazione ignora il territorio e i poteri che lo attraversano

Immagine di repertorio. Canaledieci.it.

Il Laboratorio di Urbanistica (LabUr) ha inoltrato una segnalazione ufficiale all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per presunte irregolarità nei bandi delle 31 concessioni demaniali marittime recentemente assegnate, tra cui i lotti di Capocotta e Castelporziano.  Tutto questo avviene a stretto giro di posta rispetto all’ufficializzazione della graduatoria dei nuovi gestori. Al centro della denuncia: turbativa d’asta, cartelli d’imprese e documentazione “fotocopiata”.

Dopo l’aggiudicazione dei lotti balneari, LabUr denuncia turbativa d’asta e chiede l’intervento dell’AGCM: “L’amministrazione ignora il territorio e i poteri che lo attraversano

Secondo LabUr, nello specifico, la procedura è gravemente compromessa da una lunga serie di anomalie, tali da mettere in discussione la validità dell’intero iter amministrativo.
“L’esclusione tardiva di alcune società segnalate da mesi non è sufficiente”, spiegano i responsabili.

Le criticità sono numerose e strutturali, in particolare nelle concessioni di Castelporziano”, spiegano da Labur.

Tra gli elementi denunciati, ci sono violazioni che se confermate avrebbero un peso enorme: violazioni del Codice degli Appalti, società create ad hoc pochi giorni prima della gara, sedi legali fittizie, utilizzo di prestanomi stranieri e ribassi economici anomali che farebbero pensare a pratiche collusive.

Abbiamo rilevato statuti e relazioni tecniche identici, con tanto di errori di battitura uguali. È evidente che alcuni gruppi hanno agito in modo coordinato”, sostiene LabUr.

La segnalazione sottolinea anche la mancata trasparenza dell’Amministrazione e la gestione discutibile da parte del Responsabile Unico del Procedimento (RUP), Tommaso Antonucci, accusato di aver riconosciuto solo in parte le irregolarità e di essersi limitato a un ruolo passivo. “Si è comportato da impiegato davanti all’evidenza, senza agire per tutelare l’interesse pubblico”, accusano i firmatari.

La denuncia non riguarda solo aspetti tecnici. LabUr punta il dito anche contro la visione politica e culturale alla base dell’operazione: “Qui non si tratta solo di norme mal scritte. Serve conoscere il territorio, i legami, le infiltrazioni, il tessuto sociale. Chi governa Roma deve sapere a chi sta consegnando il suo mare”.

E arriva anche una stoccata al Sindaco di Roma, descritto come più attento ai social che al merito delle scelte: “Siamo quasi a Ferragosto, tra una mistificazione e l’altra sarebbe il caso che il sindaco tiktoker dicesse almeno una verità: ‘Scusate, è stata una vampa d’agosto’”.

LabUr chiede l’annullamento in autotutela della gara e una ripartenza trasparente del processo, con più controlli, strutture adeguate e una visione di lungo periodo per la gestione delle spiagge romane. “Gare così delicate non possono essere gestite da pochi funzionari sottorganico, alla vigilia dell’estate e sotto pressione politica. È un danno per Ostia e per tutta Roma Capitale”, concludono.