Omicidio di Tanina Momilia all’Isola Sacra. Il fratello: “Oggi avrebbe compiuto 46 anni”

Omicidio di Tanina Momilia il fratello la ricorda con un post dove campeggiano le fotografie di quando era in vita

Tornano dal passato i ricordi dell’orribile omicidio di Tanina Momilia all’Isola Sacra nel comune di Fiumicino. Giungono da un passato tremendo ma prendono la forma di un post pubblicato oggi dal fratello che la ricorda rammentando che, proprio giovedì 7 agosto, la 39enne, madre di due figli e assassinata dal suo personal trainer, avrebbe compiuto 46 anni.

Omicidio di Tanina Momilia il fratello la ricorda con un post dove campeggiano le fotografie di quando era in vita

Nelle foto pubblicate in calce agli auguri che annunciano uno spritz e a una torta per una festa a cui lei non potrà partecipare, Tanina appare in tutta la sua bellezza: in montagna, al mare, in pose quasi romantiche, in un modo, insomma, che non lasciava in alcun modo presagire la sua tragica fine.

Una fine che ha una data: l’8 ottobre del 2018 quando il suo cadavere fu trovato in un canale dell’Isola Sacra e che fu identificato velocemente, dopo la denuncia di scomparsa presentata dal marito alle forze dell’ordine solo la sera prima.

La 39enne era stata uccisa con ferocia e inaudita violenza a calci e pugni, poi colpita con un oggetto contundente, forse un bilanciere da palestra e, alla fine, soffocata con un sacchetto di plastica.

L’assassino, Andrea De Filippis, un 59enne ex ispettore di polizia e istruttore di arti marziali girovagò, forse per un’intera giornata, con il cadavere della donna a bordo della sua autovettura.

De Filippis venne condannato per omicidio con pena confermata, in buona sostanza, dalla Corte d’Appello a 17 anni e 9 mesi di reclusione con l’aggravante della premeditazione, dell’abuso di superiorità fisica ma non quella della crudeltà che avrebbe potuto comportare la pena dell’ergastolo.

Si è trattato dell’ultimo caso di processo per omicidio rispetto al quale poteva essere richiesto il rito abbreviato ottenendo consistenti riduzioni di pena -dice Anna Maria Anselmi, il legale che difese la famiglia in tribunale- oggi questo non sarebbe stato più possibile e l’assassino avrebbe scontato più di vent’anni di carcere. E’ tuttora recluso nel carcere di Velletri dopo un periodo di detenzione in quello di Civitavecchia dove gli altri detenuti non gli resero vita facile creando le premesse per il suo trasferimento in un altro penitenziario”.