“Era senza forze”: a Santa Marinella fratelli bagnini salvano un 45enne rimasto in mare per 3 ore (VIDEO)

Tragedia sfiorata a Santa Marinella. I fratelli Mellini, bagnini da 40 anni, titolare del lido "Little Paradise", salvano un uomo in mare da oltre tre ore grazie a un intervento fulmineo

Un intervento provvidenziale e coordinato ha evitato il peggio. Un uomo, finito in mare durante una traversata in barca, è stato salvato a circa 500 metri dalla riva di Santa Marinella, località balneare a nord Roma. Determinante l’azione di due bagnini dello stabilimento balneare “Little Paradise”, Alessandro e Fabrizio Mellini, figure storiche del litorale, con oltre quarant’anni di esperienza alle spalle e titolari del lido.

Tragedia sfiorata a Santa Marinella. I fratelli Mellini, bagnini da 40 anni, titolare del lido “Little Paradise”, salvano un uomo in mare da oltre tre ore grazie a un intervento fulmineo

L’allarme è scattato intorno alle 18, di venerdì 2 agosto, quando una bagnante ha segnalato la presenza di una persona in difficoltà in mare aperto.

In pochi minuti, i fratelli Mellini sono saliti sul pattino di salvataggio e si sono diretti verso il naufrago, riuscendo a raggiungerlo e a trarlo in salvo poco prima dell’arrivo dei mezzi istituzionali.

“Eravamo in spiaggia, c’era vento e un po’ di mare – racconta Alessandro Mellini a Canale 10 – Una signora ci ha segnalato qualcosa al largo. Guardando con il binocolo, abbiamo visto chiaramente una testa che si muoveva a fatica. Ci siamo lanciati subito con il pattino. Il mare era mosso, ma siamo riusciti a raggiungerlo prima che fosse troppo tardi”.

Il naufrago è un 45enne calabrese

L’uomo, un 45enne originario della Calabria, di Tropea, era partito dall’Isola d’Elba diretto a Ponza su una barca a motore di 16 metri.

L’imbarcazione ha subito un’avaria causata da una via d’acqua e, nel caos della situazione, è finito in mare senza che il compagno a bordo se ne accorgesse immediatamente.

“Era in acqua da circa tre ore – prosegue Mellini – Si muoveva solo con le braccia per evitare possibili crampi. Quando lo abbiamo raggiunto, ci ha detto: ‘Mi avete salvato, Dio vi benedica’. Era esausto, ma fortunatamente cosciente. Lo abbiamo caricato a bordo del pattino e portato al porticciolo turistico dove è stato affidato ai soccorritori”.

Una macchina dei soccorsi imponente

La richiesta d’emergenza ha attivato una massiccia operazione di salvataggio coordinata dalla Capitaneria di Porto di Civitavecchia, che ha inviato tre unità navali, tra cui il battello GC B120. In supporto sono intervenuti anche un elicottero dei vigili del fuoco di Roma, una motobarca da Civitavecchia e i sommozzatori Dolphin di Santa Marinella.

“C’è stata una grande collaborazione tra istituzioni, cittadini e stabilimenti balneari – sottolinea Mellini – Ma alla fine, a individuarlo e salvarlo siamo stati noi, con i mezzi che abbiamo a disposizione ogni giorno. E la nostra esperienza”.

“Per noi è una missione”

Per Alessandro e Fabrizio Mellini, il lavoro da bagnini non è solo una professione, ma uno stile di vita. Siamo in acqua da 40 anni, conosciamo ogni corrente, ogni cambiamento del mare. Ci alleniamo ogni mattina, facciamo il bagno al largo. Questo non è solo un mestiere, è passione, è sport, è vita”.

Ma la vera ricompensa, sottolinea, non è la visibilità: “Non ci interessano i titoli sui giornali. La gratitudine negli occhi di chi hai appena salvato vale più di qualunque riconoscimento. Quando l’uomo è salito sul pattino ci ha abbracciati, piangeva e rideva insieme. È stato un momento che non dimenticheremo mai”.

Un appello alla prudenza

Le autorità hanno ribadito l’importanza della prevenzione: controlli accurati prima di ogni uscita in mare, dotazioni di sicurezza a bordo e massima attenzione durante la navigazione. “Il mare – conclude Mellini – non perdona distrazioni. Bastano pochi secondi perché una giornata tranquilla si trasformi in tragedia. E non sempre si ha la fortuna di essere salvati”.