Un progetto che fa discutere, quello del porto crocieristico di Fiumicino-Isola Sacra, ancora fermo ai nastri di partenza ma già al centro di un acceso dibattito. Equivoci, contraddizioni e mancate risposte si susseguono, sollevando seri interrogativi sul futuro di un’area di inestimabile valore storico e ambientale.
Dibattito infuocato sul progetto del porto crocieristico di Fiumicino: tra valutazioni ambientali incomplete, proteste di Italia Nostra e timori di un turismo di massa incontrollato
Italia Nostra, associazione nazionale nata nel 1995 con lo scopo di tutelare il patrimonio storico, artistico e naturale italiano, non molla la presa e continua a sollecitare risposte concrete dalla politica e dagli amministratori. L’accusa è chiara: non sembrano operare nell’interesse della collettività.
Sebbene il sindaco di Fiumicino, Mario Baccini, abbia aperto al dialogo con le associazioni, l’auspicio è che le istanze di Italia Nostra e del folto gruppo di cittadini e comitati vengano realmente ascoltate.
“Precedente grave consegnare la costa italiana a un privato”
Il nodo cruciale, secondo l’associazione, è la proposta di un progetto che, in un caso unico a livello nazionale, consegnerebbe a un privato, leader mondiale nel settore delle crociere, un tratto di costa italiana: la foce del Tevere.
Un luogo ricco di storia, ma al tempo stesso vulnerabile nell’equilibrio ambientale e marino.
L’attuazione di questo piano, avvertono gli ambientalisti, costituirebbe un pericoloso precedente, favorendo la perdita di peso del pubblico e la trasformazione di piccoli porti turistici in grandi infrastrutture private.
Le lacune del progetto
Le perplessità si moltiplicano analizzando le carte della procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA), definita da molti “agevolata”. Italia Nostra e numerose associazioni evidenziano una serie di quesiti fondamentali rimasti senza risposta:
- ignorato l’impatto su Roma: il progetto non considera minimamente l’impatto di bus e taxi, generato dall’indotto crocieristico, sugli itinerari di accesso alle piazze e ai monumenti del centro storico di Roma, già congestionato;
- mancata valutazione cumulativa: la VIA su Fiumicino non offre una valutazione dell’impatto cumulativo con l’altro porto dell’Autorità di Sistema Portuale, già in costruzione a soli 2 chilometri di distanza, anch’esso destinato a scalo crocieristico. Un porto, quest’ultimo, che peraltro prevede collegamenti multipli e ferroviari, a differenza del nuovo progetto che graverebbe esclusivamente sulla rete stradale urbana, già satura, di Fiumicino;
- Costituzione dimenticata: nessun riferimento alla coerenza con i principi di rispetto dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi nell’interesse delle future generazioni (Art. 9) o di non minaccia “alla salute, all’ambiente e alla dignità umana” in riferimento all’iniziativa economica privata (Art. 42), principi appena inseriti nella Costituzione italiana e declinati nel PNRR.
Turismo di massa inquietante
Il porto di Fiumicino-Isola Sacra prevede lo scavo di oltre 3 milioni di metri cubi di fondali marini per consentire l’attracco dei più grandi colossi galleggianti del mondo.
Navi che fisicamente porteranno ombra a quel tratto di fiume, un’area che meriterebbe ben altra e più dignitosa destinazione.
Sulle sue sponde sorgono le antiche rovine di Ostia, dei porti imperiali di Traiano e di Claudio e della Necropoli dell’Isola Sacra, gioielli archeologici invidiati in tutto il mondo.
Questi siti, si teme, verrebbero ridotti a mere attrattive per un turismo di massa rumoroso e inquinante, perdendo ogni occasione di rilancio di un turismo di storia e conoscenza che, al contrario, gioverebbe all’economia di Fiumicino senza compromettere la vita dei suoi cittadini e di quelli della città di Roma.
Una storia di “varianti” e concessioni
La genesi del progetto è complessa. Negli anni ’90, il Comune di Fiumicino aveva affidato una concessione demaniale per un porto turistico per barche da diporto.
Nel 2010, con una concessione di 90 anni, Invitalia S.p.a. e la società I.P. Iniziative Portuali avviarono la costruzione del “Porto della Concordia”. Lavori interrotti dal fallimento di I.P., lasciando sul litorale una scogliera incompiuta.
Ma il vero stravolgimento arriva nel 2018, quando Invitalia presentò una richiesta di variante del progetto che introduceva la funzione crocieristica per le grandi navi della Royal Caribbean, pur sostenendo di mantenere “prevalente” la funzione di “yacht marina” per imbarcazioni di 10-15 metri.
Un porto “strategico” per il Giubileo?
C’è poi una palese incongruenza: il porto di Fiumicino-Isola Sacra viene decretato opera strategica per il Giubileo 2025 e inserito nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 giugno 2023.
Italia Nostra ha sempre evidenziato l’assenza di un beneficio connesso al contesto religioso del Giubileo, come del resto si poteva evincere dal cronoprogramma.
E non è la sola: anche la Corte dei Conti, con deliberazioni del 30 dicembre 2024 e del 25 giugno 2025, ha sottolineato la “scarsa o nessuna correlazione funzionale” dei lavori con il Giubileo, invitando addirittura il Commissario Gualtieri a valutare lo stralcio dell’intervento dal programma.
Restano grandi perplessità sui presunti benefici economici che il porto porterebbe a Fiumicino e a Roma.
La preoccupazione per l’over-tourism che non porta ricchezza
Italia Nostra ha richiamato l’attenzione su recenti articoli che mostrano come gli amministratori di tutte le città marittime europee, meta del turismo delle crociere, denuncino il fenomeno dell’over-tourism, paragonato da alcuni sindaci all’invasione delle cavallette.
Un turismo che, lamentano, non porta ricchezza ma solo consumo della città, come accaduto a Barcellona, Marsiglia, Amsterdam, Bergen e tante altre.
Nonostante queste esperienze, i sindaci di Roma e Fiumicino, imprudentemente, vanno in controtendenza, presentando il progetto come una grande opportunità e godendo di procedure autorizzative agevolate e rapide.
La domanda che rimane aperta, e che Italia Nostra continua a porre, è: quali risposte di fronte a queste palesi contraddizioni?


















