Santa Maria Maggiore sotto scacco delle borseggiatrici: fermata banda di donne capeggiata da una latitante

Smantellata la banda di borseggiatrici che aveva scambiato la Basilica di Santa Maria Maggiore per un bancomat

Smantellata la banda di donne che aveva scambiato la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma per un bancomat, depredando gli ignari turisti e fedeli in pieno giorno. L’ultimo colpo dopo il blitz dei poliziotti, ha messo in luce il modus operandi delle borseggiatrici.

Smantellata la banda di borseggiatrici che aveva scambiato la Basilica di Santa Maria Maggiore per un bancomat

All’interno della basilica, le  complici si muovevano con discrezione, mischiandosi tra i fedeli e i turisti, con l’azione criminale si concentrava in una cappella adiacente al negozio di articoli religiosi, un’area presumibilmente trafficata e con persone distratte, dove una volta individuata la vittima designata, una delle borseggiatrici agiva con rapidità e destrezza.

Nell’ultimo colpo, dapprima ha aperto la cerniera lampo di uno zaino portato a spalla, per poi sfilare il portafogli con un gesto fulmineo e raggiungere la complice credendo di aver agito indisturbata.

Dall’altro lato della Basilica era posizionata l’altra donna che fungeva da palo, un ruolo cruciale per monitorare l’ambiente circostante e segnalare eventuali pericoli o la presenza delle forze dell’ordine.

L’intervento della Polizia di Stato

Nonostante la rapidità e la coordinazione delle donne, le loro mosse non sono sfuggite all’occhio attento degli agenti, in servizio per i controlli di sicurezza all’ingresso della Basilica di Santa Maria Maggiore, che ne avevano notato i comportamenti sospetti, così decidendo di intervenire tempestivamente e bloccare la borseggiatrice 49enne, che si stava rapidamente avvicinando all’uscita per fuggire.

Nel momento in cui è stata fermata, la donna ha tentato invano di disfarsi della refurtiva, un tentativo disperato di eliminare le prove del furto del portafogli rubato, che è stato invece restituito alla legittima proprietaria.

Denuncia e carcere per la borseggiatrice

Una volta condotta presso gli Uffici del Commissariato di P.S. Esquilino, la borseggiatrice è stata formalmente denunciata per il reato di furto aggravato in concorso.

Sono state le indagini successive poi, a rivelare a suo carico un quadro ancora più grave: nei confronti della ladra pendeva già un ordine di carcerazione per precedenti reati commessi con le stesse modalità.

Per la donna l’epilogo della tentata rapina è stato l’apertura delle porte del carcere di Rebibbia, dove dovrà scontare una pena di un anno e sei mesi di reclusione.