Orrore liposuzione a Roma: “La morte di mia suocera inutile”, la denuncia del genero di Simonetta Kalfus

Liposuzione fatale a Roma, parla il genero di Simonetta Kalfus la 62enne di Ardea morta in circostanze simili

Danilo Pizi e accanto al suocera morta dopo un intervetto di liposuzione

Un’altra donna è morta a Roma dopo un intervento di liposuzione, e a parlare è Danilo Pizi, genero di Simonetta Kalfus, la 62enne di Ardea scomparsa lo scorso 6 marzo per complicanze simili.

Liposuzione fatale a Roma, parla il genero di Simonetta Kalfus la 62enne di Ardea morta in circostanze simili

Mi vengono i brividi“, afferma Pizi, noto ad Anzio come presidente della Nuova Florida Calcio. “È una brutta notizia che ci lascia perplessi; la tragedia toccata a noi, con la perdita di mia suocera, è stata vana. Immagino i familiari di questa ennesima vittima, costretti a rivivere quello che è capitato a noi“.

La nuova vittima è Ana Sergia Alcivar Chenche, 47 anni, di origine ecuadoriana, deceduta anch’essa in uno studio medico privato a Roma dopo un intervento di liposuzione, proprio come Simonetta Kalfus. Lo studio era privo di autorizzazioni da 13 anni. E come nel caso della Kalfus il chirurgo aveva già avuto problemi di denunce.

La liposuzione non è un intervento da day hospital

Danilo Pizi sottolinea l’urgenza di una maggiore consapevolezza sui rischi della liposuzione. “È inverosimile pensare come evidentemente non sia ancora chiaro che la liposuzione non è un intervento da eseguire in day hospital“, aggiunge. “Ha i suoi rischi, e come tale va eseguito in strutture adeguate, ospedaliere, dove sia garantita la sicurezza o comunque un pronto intervento in caso di complicazioni“.

“Servono regole serie e precise”

La rabbia e la frustrazione di Pizi sono palpabili di fronte alla mancanza di una regolamentazione chiara.

Servono regole serie e precise, altrimenti si continua a morire per nulla“, ribadisce. “Le persone vanno lì convinte sia un intervento sicuro, semplice o che magari ci sia possibilità di recuperare. E invece eccoci qui, nel pieno del dolore, con un processo che va avanti a rilento, senza ancora gli esiti dell’autopsia, in attesa di giustizia. E con mia moglie che si sta facendo aiutare ad affrontare il dramma di una perdita assurda, perché da sola è impossibile“.