Le anticipazioni della prima puntata di “Belve Crime”, il nuovo format di Francesca Fagnani, pronta a tornare in tv con interviste cupe e senza filtri, dal 10 giugno 2025
Nella puntata inaugurale di questo 10 giugno 2025 in prima serata, dalle 21.20 su Rai 2 e Rai Play, l’intervistato in esclusiva da Francesca Fagnani sarà Massimo Bossetti, condannato per l’omicidio della giovane Yara Gambirasio.
La verve e le domande scomode restaranno le stesse, solo in versione meno giocosa e più dark, intervistando sempre personaggi che raccontino la loro versione, spesso diametralmente opposta, a proposito di episodi o delitti che li vedono in qualche modo coinvolti e hanno sconvolto l’Italia intera: questi sono gli ingredienti di “Belve Crime”.
Delitti irrisolti, vicende giudiziarie che hanno scosso profondamente l’opinione pubblica, verranno approfonditi da questo martedì sera, in “Belve Crime”, la nuova trasmissione spin-of condotta e creata da Francesca Fagnani, con gli accattivanti audio di introduzione del giornalista di cronaca nera Stefano Nazzi, capace di fare chiarezza e sintetizzare ogni vicenda, prima che l’intervista abbia inizio.
Nazzi aveva già realizzato questi “preludi” per il programma di Crime di Rai 2 in onda nel 2023 e intitolato “Delitti in famiglia”.
Nuove prospettive, senza spettacolarizzare eventi drammatici, trovando nuove voci e punti di vista inascoltati su queste vicende di cronaca nera, come, nella prima puntata cercherà di fare Massimo Bossetti, che in esclusiva parlerà del delitto che lo vede coinvolto, per la prima volta, parlando dal carcere milanese di Bollate, senza peli sulla lingua.
L’intervista, dalle anticipazioni, è descritta come un faccia a faccia duro e dove Bossetti racconta tanti particolari inediti, senza fare sconti a nessuno e il confronto tra lui e la Fagnani sarà serrato: lei cercherà di metterlo alle strette, ma Bossetti, nell’intervista in onda questa sera, negherà ogni addebito.
Il racconto sintetico di quel che la cronaca nera ha mandato alla storia, il 26 novembre del 2010 è storia nota: si era in Lombardia, provincia di Bergamo, Brembate di Sopra, e Yara allora una ragazzina, era scomparsa nel nulla dopo essersi recata al centro sportivo dove si allenava e praticava la disciplina sportiva della ginnastica ritmica.
Dopo varie vicissitudini, il corpo della ragazzina viene trovato diversi mesi dopo, precisamente il 26 febbraio 2011 in un terreno a Chignolo d’Isola, a circa 10 chilometri da casa sua, mostrando i segni di una evidente aggressione violenta e indossando ancora i vestiti di quando era scomaparsa
Le indagini, al termine di un lunghissimo lavoro di ricostruzione, si concetreranno sull’analisi di un campione di DNA maschile ritrovato sui vestiti della ragazzina e alla fine a essere arrestato sarà Massimo Bossetti, muratore bergamasco residente a Mapello, nell’hinterland orobico.
Il suo DNA risulterà esseere perfettamente compatibile con la traccia trovata sul coropo di Yara, incastrandolo.
Bossetti sarà quindi rrestato nel giugno 2014 e nonstante si professerà sempre innocente, il processo a suo carico inizierà nel 2015 e dopo decine di testimoni ascoltati e varie ipotesi, il Primo luglio 2016 Bossetti viene condannato all’ergastolo per omicidio aggravato, con l’aggravante ulteriore della crudeltà, con condanna confermato anche in appello e in cassazione.
Tuttavia, come scopriremo nella puntata odierna, dalle 21.20 su Rai 2, di “Belve Crime”, il caso mediatico è ancora aperto, forte, discusso e le polemiche non si placano, soprattutto a riguardo della centralità dei reperti e della loro integrità.


















