Cadaveri a Villa Pamphili: vertice in Procura sulla morte di madre e figlia neonata, forse strangolata

Confronto urgente tra gli inquirenti sul presunto duplice omicidio di madre e figlia neonata: indagini scavano nel mondo nascosto dei clochard

Foto d'archivio scientifica. Sullo sfondo il parco pubblico

Dopo il doppio macabro ritrovamento nel parco di Villa Pamphili, del quartiere Gianicolense, la Procura di Roma ha convocato un vertice urgente tra inquirenti e investigatori, per fare il punto sul caso dei cadaveri della neonata di cinque mesi e di sua madre rinvenuti dai passanti nel pomeriggio di sabato scorso nei pressi di una siepe.

Confronto urgente tra gli inquirenti sul presunto duplice omicidio di madre e figlia neonata: indagini scavano nel mondo nascosto dei clochard

Per il ritrovamento dei due corpi a poca distanza l’uno dall’altro, all’interno del parco pubblico, è stato aperto un fascicolo per duplice omicidio aggravato, e tramite specifici esami effettuati nella serata di domenica è emerso inoltre il collegamento di parentela tra le due vittime trovate nude, che sono madre e figlia. 

Alla riunione, che testimonia l’estrema delicatezza e complessità delle indagini, sono presenti figure chiave dell’inchiesta: il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, il pubblico ministero Antonio Verdi, entrambi titolari del fascicolo, e i vertici della Squadra Mobile, con l’obiettivo di analizzare ogni dettaglio e coordinare le prossime mosse per cercare di fare luce su questa drammatica vicenda.

Le autopsie sui cadaveri hanno svelato i primi indizi

Le prime risposte all’inquietante ritrovamento di sabato scorso, sono giunte dalle autopsie eseguite presso l’Istituto di Medicina Legale dell’Università Cattolica.

L’esame sul corpo della donna, con vistosi tatuaggi, tra cui un teschio su un surf e un motivo floreale, non ha rivelato lesioni esterne evidenti, un dato che apre a diverse ipotesi sulle cause del decesso della 40enne e sul contesto in cui è avvenuto. Per quanto riguarda la neonata, invece, saranno necessari approfondimenti istologici su alcune parti del corpo, per la presenza di elementi che richiedono un’analisi più dettagliata per stabilire le cause della morte.

Da alcune fonti investigative la neonata poteva avere circa sei mesi al momento del decesso, e le prime, agghiaccianti ipotesi investigative, supportate dalle risultanze preliminari dell’autopsia, suggeriscono che la piccola potrebbe essere stata uccisa, probabilmente soffocata o strangolata.

Le indagini e la pista investigativa nel mondo dei clochard

Le indagini, coordinate dal pm Antonio Verdi, non escludono alcuna pista, dall’omicidio-suicidio all’abbandono, e stanno scandagliando ogni elemento utile per ricostruire la dinamica degli eventi. Si stanno vagliando anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e si stanno raccogliendo le testimonianze di chi ha notato movimenti sospetti nel parco.

Le indagini sono per duplice omicidio aggravato contro ignoti, un’ipotesi che al momento rimane la più plausibile, data la complessità e la gravità del ritrovamento, ma nel merito, le ultime indiscrezioni sono che la Squadra Mobile sta cercando un uomo dell’Est europeo, probabilmente romeno, che è stato visto all’interno del parco pubblico con qualcosa tra le braccia prima del ritrovamento. Alcuni testimoni avrebbero invece riconosciuto nella donna una clochard.

Nuovi sopralluoghi sul luogo del ritrovamento

La macchina investigativa intanto ha disposto nuovi sopralluoghi per la giornata odierna a Villa Pamphili, dove gli investigatori della Squadra Mobile stanno raccogliendo ogni minimo elemento utile alle indagini.

Dopo aver ascoltato diverse persone, gli inquirenti stanno mettendo insieme i pezzi di un puzzle complesso, cercando testimonianze e indizi che possano condurre al responsabile di questa duplice morte. Dall’autopsia eseguita ieri sul corpo della donna non sono emerse lesioni esterne evidenti, un dettaglio che, se da un lato complica la comprensione delle cause del decesso, dall’altro non esclude una morte violenta o indotta.

La denuncia: “Basta fantasmi. Urge un censimento”

Sulla tragedia di Villa Pamphili, con la madre e la neonata morte, hanno svelato anche l’allarmante incuria delle aree verdi e l’invisibilità delle sacche di emarginazione a Roma.

Lo denuncia in queste ore Luisa Regimenti (FI) parlando dello stato in cui versano parchi come Villa Pamphili, diventati “terra di nessuno” e chiedendo guardiaparco e controlli.

Tra i problemi evidenziati poi anche quello della mancanza di censimento per i “fantasmi” della Capitale, spesso afflitti da dipendenze, per cui urgono risposte concrete su un’emergenza sociale fatta i povertà e vagabondaggio.