Capocotta, LabUr: “I chioschi devono essere soprattutto presidi di tutela ambientale ”

I punti critici su Capocotta portati da LabUr in Commissione Riserva prima di procedere alla denuncia presso la Procura

Capocotta, LabUr: “I chioschi devono essere presidi di tutela”
Foto di archivio

Sulla questione delle spiagge di Capocotta si è tenuta l’audizione di LabUr in Commissione Riserva del Litorale. Diversi i punti critici rilevati che riguardano questo tratto di arenile. “La Commissione faccia da cabina di regia per correggere i bandi che, a nostro avviso, sono penalizzanti per dune e tutela ambientale”, afferma Paula Filipe De Jesus.

I punti critici su Capocotta portati da LabUr in Commissione Riserva

Nella Commissione di Riserva Naturale Statale Litorale Romano, che si è tenuta nella giornata di ieri giovedì 8 maggio, c’è stata l’audizione di LabUr (Laboratorio di Urbanistica).

All’ordine del giorno la questione di Capocotta. In particolare i punti critici rilevati da LabUr, e portati davanti alla Commissione, sono stati i seguenti: assenza di una perimetrazione georeferenziata della Riserva (linea SID), stravolgimento della destinazione d’uso dei chioschi, titolarità dei chioschi e dei lotti in cui insistono.

La seduta era un passaggio ritenuto “obbligato per rispetto istituzionale prima di depositare in Procura tutta la documentazione sulla regolarità urbanistica e amministrativa”, spiegano da LabUr.

“In audizione – spiega Paula Filipe De Jesus – abbiamo auspicato che la Commissione di Riserva faccia da cabina di regia per correggere i bandi, che a nostro avviso sono penalizzanti per dune e tutela ambientale, intervenendo ad esempio con dei tavoli istituzionali tra i soggetti coinvolti. Nel bando c’è scritto che si danno servizi essenziali alla balneazione ma questo non ha niente a che vedere con la tutela dei beni naturali della  Riserva”.

LabUr evidenzia che i chioschi risultano in piena attività solo durante la stagione
balneare e sono inattivi nel corso del restante anno, “non svolgendo di fatto
alcun ruolo di presidio del parco dunale per 8 mesi l’anno”.

Altro punto critico, secondo LabUr, è la linea SID, che delinea il confine tra demanio marittimo e Riserva.

“Questo è un grossissimo problema – spiega De Jesus – Dopo tanti anni, e solo a seguito della richiesta di LabUr, si è avuta una risposta relativa al posizionamento dei chioschi di Capocotta che non si troverebbero su Demanio Marittimo bensì in area di Riserva. E’ fondamentale sapere di chi è cosa e a chi sono in capo le competenze”.

Riguardo la titolarità dei chioschi e dei lotti in cui insistono, LabUr spiega che “il Dipartimento Patrimonio del Comune di Roma ha confermato che i chioschi, senza titolo edilizio, non sono inventariati e i lotti su cui insistono non sono sempre del Comune”. La domanda conseguente è: a che titolo il Campidoglio autorizza la costruzione di manufatti, seppure facilmente rimovibili, su terreni che non sono di sua competenza?

Non solo. Labur con il suo intervento lascia intendere che le preoccupazioni del Campidoglio sono soprattutto economiche prima ancora della tutela del prezioso ambiente delle dune di macchia mediterranea.