Se pensiamo al prestigioso Salone Margherita di Roma il pensiero va subito a Pier Francesco Pingitore. Lo storico teatro ha ospitato per decenni gli spettacoli ideati dal regista che lo ha reso ancora più celebre con i varietà e gli sketch del Bagaglino. E proprio a Pingitore verrà dedicata una serata speciale: l’11 aprile verrà presentata l’anteprima del docu-film “Una vita da Pingitore” firmato da Mirko Alivernini.
“Una vita da Pingitore” è il docu-film dedicato alla lunga carriera del regista. Mirko Alivernini firma l’opera
L’11 aprile, dunque, segna il ritorno di Pier Francesco Pingitore al Salone Margherita, scrigno di tanti ricordi e spettacoli che hanno fatto la storia del teatro e della televisione. Alle 20.30 verrà proiettata l’opera che ripercorre la sua straordinaria carriera. Un viaggio emozionante che parte dalla nascita del mitico Bagaglino, nella storica grotta di via della Campanella, fino ai fasti del Salone Margherita.
Le testimonianze di amici e colleghi
Ad arricchire “Una vita da Pingitore” sono le testimonianze di amici, collaboratori e artisti che hanno condiviso con lui anni di lavoro, tra cui Oreste Lionello, Gabriella Ferri, Pino Caruso, Pippo Franco, Leo Gullotta, Valeria Marini ed Enrico Montesano. Tutti raccontano aneddoti e momenti salienti di un’epoca d’oro dello spettacolo italiano.
I successi in teatro e in tv
Il film celebra i trionfi di Pingitore: dagli esordi del leggendario Bagaglino fino ai successi in teatro (“Biberon”), al cinema (“Remo e Romolo”, “L’Imbranato”) e alla televisione (“Ladri si nasce”). Viene esaltata la visione pionieristica del regista che ha ideato spettacoli innovati e l’audacia nel mettere in scena la satira politica.
Pingitore: “Ecco perché ho accettato di raccontarmi”
“Ho accettato di raccontare un po’ della mia vita, soprattutto quella dedicata allo spettacolo, teatro, cinema, televisione, in una galoppata lunga sessanta e più anni, cercando di non annoiare“ ha dichiarato il Maestro, sottolineando la collaborazione con Mario Castellacci e Carla Vistarini. Poi ha lodato la “tecnica formidabile” di Mirko Alivernini, precursore dei tempi: da anni gira e monta con smartphone e intelligenza artificiale.
La serata ha anche uno scopo benefico: è organizzata a sostegno della Fondazione Neuromed e della formazione di giovani.




















