All’ex Borghetto degli Artigiani spaccio e occupazioni abusive. Residenti: “Nessuna traccia della riqualificazione promessa”

All'ex Borghetto coprifuoco anche di giorno: "I nostri figli non possono nemmeno andare a scuola a piedi per la mancanza di sicurezza"

Nella foto l'ultimo intervento della Polizia di stato per una ite in strada

Nuovi episodi di criminalità all’ex Borghetto degli Artigiani, diventato epicentro di una spirale di violenza e degrado, che sta minando la sicurezza e la qualità della vita dei residenti. L’ultimo episodio è avvenuto nella tarda serata di ieri, domenica 16 febbraio, con una lite in strada conclusasi fortunatamente senza conseguenze. La situazione denunciata dai residenti, è però insostenibile, con spaccio di droga, prostituzione e occupazioni abusive, all’ordine del giorno.

All’ex Borghetto coprifuoco anche di giorno: “I nostri figli non possono nemmeno andare a scuola a piedi per la mancanza di sicurezza”

Un’area di 12mila mq confiscata alla criminalità organizzata

L’area, di circa 12mila metri quadrati, era stata confiscata alla criminalità organizzata nel 2018. Da allora, le intenzioni di riqualificazione si sono susseguite, con un ultimo cronoprogramma di lavori di riqualificazione da parte del Comune di Roma, che ha previsto circa 500mila euro per indagini e abbattimento delle strutture abusive.

Demolizioni previste a marzo, ma ancora nessun intervento

Dei lavori che dovevano iniziare a gennaio 2025, con le indagini del sottosuolo, per poi proseguire a marzo, con la tanto attesa demolizione delle baracche e dei manufatti, dove la criminalità ha trovato casa, non c’è alcuna traccia di pre cantierizzazione.

Segnale che non fa ben sperare sul fatto che possa essere rispettato anche questo secondo cronoprogramma, mentre vige da troppo tempo un coprifuoco anche di giorno, soprattutto per i ragazzi, che non si sentono sicuri nel raggiungere le scuole a piedi.

“I nostri figli non possono nemmeno andare a scuola a piedi per la mancanza di sicurezza – spiegano le famiglie -. Nonostante le denunce della presenza di attività illecite seguite dai controlli della Polizia, il territorio, al pari di altre zone rosse della Capitale, si è definitivamente trasformato in un luogo pericoloso sotto scacco di spaccio, prostituzione e occupazioni abusive”.

Problemi di salute pubblica legati alla presenza di amianto

Oltre alla criminalità e al degrado, un’ulteriore fonte di preoccupazione è legata alla salute pubblica. E’ infatti certo, che tra i manufatti presenti nell’area vi sia amianto, e i due incendi divampati la scorsa estate su una vasta superficie in prossimità, hanno sollevato timori riguardo alla possibile dispersione di fibre tossiche nell’aria.

Incendi devastanti e mancate verifiche dell’ARPA

I due incendi di luglio 2024, di vaste proporzioni, hanno avuto un impatto devastante sull’area, rilasciando tossine derivanti dalla combustione di plastiche:

Preoccupati di questo, avevamo anche scritto all’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale), chiedendo se avevano effettuato un monitoraggio – spiegano i residenti -. Siamo rimasti basiti, quando abbiamo scoperto da loro che nessuno li aveva mai interpellati in merito. Ora viviamo nell’incertezza circa i rischi per la nostra salute anche per la presenza di amianto in quelle baracche abusive, sulle quali gli stessi devastanti fuochi potrebbero aver impattato”.

Interrogazioni e richieste di chiarimenti

A raccogliere le istanze dei residenti, che si sentono abbandonati dalle istituzioni, mentre la criminalità continua a proliferare e la polizia è costretta a intervenire quotidianamente, lo scorso anno, fu il consigliere e capogruppo della Lega Fabrizio Santori, che aveva presentato un’interrogazione a risposta scritta per sollecitare chiarimenti sulla situazione, senza mia ottenerla.

Recentemente – spiegano le famiglie -, è stata presentata un’altra richiesta a risposta orale, a firma dei consiglieri Francesco Carpano (Azione) e Rachele Mussolini (Forza Italia), per fare luce sullo stato di avanzamento dei lavori di riqualificazione, e ottenere risposte concrete da parte delle autorità competenti. In questo caso parliamo del 6 febbraio, ma pur essendo passati oltre 10 giorni, non perdiamo le speranze sulla riqualificazione. Ora, possiamo solo aspettare che le nuove promesse vengano mantenute” – concludono.