Il bottino di un furto avvenuto lo scorso weekend a Ostia, è ricomparso in queste ore in un’area verde nei pressi del Polo Natatorio di Ostia nella zona di Levante. Si tratta dei materiali sottratti alle atlete della della Busto Nuoto Sincro che lo scorso venerdì erano arrivate al Lido per gareggiare ai Campionati Italiani Juniores.
Il furto era stato messo in atto durante le gare nazionali di Sincro al Polo Natatorio: le atlete erano riuscite comunque a vincere il titolo
La scoperta è avvenuta in queste ore da parte dei passanti, che hanno notato un cumulo di borsoni sportivi, buttati in un’aiuola defilata, non troppo distante dal Centro Federale Polo Natatorio di Ostia.
Il ritrovamento e la segnalazione sui social
E’ stata la caratteristica dell’identica scritta riportata su tutte le borse “Busto Nuoto”, a non lasciare troppi dubbi sulla provenienza di quegli insoliti rifiuti, tutti saccheggiati dal pulmino della sincronette, lo scorso venerdì 7 febbraio.
Quanto visibile nella foto diffusa sui social dai residenti della zona di Levante, che così sperano di contribuire a dare un’immagine diversa del Lido alla società sportiva, ripartita con l’amaro in bocca dopo la gara vinta.
Il furto avvenuto prima della gara per il titolo nazionale
Il colpo gobbo, tra borse, divise e altri materiali, era stato messo in atto mentre le atlete e l’allenatore, che fiduciosi avevano parcheggiato il mezzo della società in strada, erano andati al ristorante.
Il pulmino delle ospiti invece era stato preso di mira dai ladri, che infrangendo un vetro laterale del mezzo ne avevano rubato il contenuto, tra cui attrezzature e altri effetti personali delle atlete.
Il furto era stato denunciato alle forze dell’ordine, mentre le ragazze costrette a cercare costumi di fortuna acquistati in fretta e furia dopo l’accaduto, non si erano comunque perse d’animo, portando a casa la vittoria e così il titolo nazionale Juniores.
Potrebbe essere stata forse proprio la scritta della società sportiva sui materiali sottratti, a far desistere i ladri a tentare di rivenderlo e abbandonare parte del bottino nell’area verde di Via dei Rostri. Ora forse, le indagini sui materiali ritrovati consentirà di identificare i responsabili.


















