Mose, Conte a Venezia: “Ora completare l’opera”. Corteo di barche del comitato No Grandi Navi

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Test riuscito questa mattina a Venezia: innalzate le 78 paratoie del Mose contro l’ “acqua granda”, il fenomeno di innalzamento del livello del mare che nei periodi autunnali e invernali provoca l’inondazione della città. Presente all’avvio del Mose il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Ora completare l’opera”, ha sottolineato il premier in conferenza stampa dal porto sulla Laguna. Manifestazione di protesta da parte dei comitati No Grandi Navi e No Mose: gli ambientalisti hanno dato vita a un corteo di barche, con cui hanno cercato di accerchiare l’opera. Tensione con le motovedette della Polizia.

Mose, Conte a Venezia per il primo test di avvio dell’opera. La protesta dei comitati

Il primo test generale per l’avvio del Mose – opera di ingegneria idraulica all’avanguardia – è stato un successo: 78 paratoie si sono alzate questa mattina isolando la Laguna di Venezia dal mare. “L’obiettivo è salvaguardare la città dall’acqua granda”, dichiara il premier Conte in conferenza stampa dal porto veneziano. “Acqua granda”, ovvero inondazione marina: come quella del 12 novembre scorso, quando la città gioiello finì sotto un metro di acqua di mare.

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“Andiamo a realizzare in anticipo quanto promesso per il 2021“, sottolinea il presidente del Consiglio. Ma il Mose è un’opera su cui negli anni si sono addensati casi di malaffare, corruzione e tangenti. Iniziata nel 2003, la struttura di ingegneria idraulica all’avanguardia è costata finora circa 8 miliardi.

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L’ombra di Carminati sulle tangenti dello scandalo Mose

Sul fiume di denaro pubblico arrivato nell’ultimo decennio, secondo i pubblici ministeri dell’inchiesta sulle tangenti Mose si è gettato anche il gruppo di potere di faccendieri e criminali legato all’ex terrorista nero dei Nar, Massimo Carminati, sotto processo a Roma per l’inchiesta Mondo di Mezzo.

La Procura di Venezia, come messo in luce dalla nuova inchiesta de l’Espresso, ha portato a processo per corruzione Erasmo Cinque, imprenditore legato agli ambienti dell’ultra-destra neofascista e a Carminati. Secondo il pm Stefano Ancilotto l’affarista ha addirittura utilizzato il nome del Cecato a scopo intimidatorio, per imporre la sua presenza e mettere le mani sugli appalti del Mose e della bonifica di Porto Marghera.

La manifestazione di protesta degli ambientalisti: battaglia navale con la Polizia

La protesta del movimento No Mose e dei Comitati No Grandi Navi contro quella che viene definita un’opera inutile e dannosa è sfociata in una battaglia navale con le forze dell’ordine in bacino San Marco, nel giorno della contestazione per la prova generale del sistema di dighe mobili.

“Ci siamo radunati in Bacino e abbiamo accerchiato una motonave di addetti al sistema delle dighe mobili”, dichiara Tommaso Cacciari, leader degli antagonisti veneziani. “Abbiamo cercato di infrangere il blocco, ma non c’è stato nulla da fare”.

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Capisco le sensibilità degli ambientalisti, è giusto avere dubbi, è giusta la dialettica, ma dico a chi sta protestando, ai cittadini e intellettuali, concentriamoci sull’obiettivo di completare il Mose“, ha risposto poco dopo il premier Conte.

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