Volano insulti al Ghetto di Roma per il 16 ottobre, la Comunità ebraica: “Fuori l’Anpi”

Tensione al Ghetto di Roma per la memoria della Shoah: insulti alla delegazione Anpi

Un momento degli insulti. Foto dai social

Tensioni e contestazioni al Ghetto di Roma durante la commemorazione dell’83° anniversario del rastrellamento degli ebrei del 16 ottobre 1943. Un gruppo di militanti della Comunità ebraica ha accolto con insulti e grida l’arrivo della delegazione dell’ANPI, costringendo le forze dell’ordine a intervenire per separare le parti. Volevano cacciarli.

Tensione al Ghetto di Roma per la memoria della Shoah: insulti alla delegazione Anpi

La cerimonia è stata temporaneamente sospesa, per poi riprendere regolarmente con la deposizione della corona da parte del sindaco Roberto Gualtieri.

L’arrivo della delegazione dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) con i propri stendardi è stato accolto da grida, contestazioni e insulti da parte di un gruppo di militanti della Comunità ebraica e della Brigata Ebraica. «Vergognatevi, fate schifo», «Fuori, fuori, questa è casa nostra, andate via», sono stati gli slogan urlati verso i rappresentanti partigiani.

L’intervento tempestivo di Polizia e Carabinieri ha evitato che la situazione degenerasse, garantendo un cordone di sicurezza tra i due gruppi ed evitando contatti fisici.

La spaccatura tra Anpi e Comunità Ebraica

All’origine dello scontro c’è il forte strappo maturato nei giorni scorsi. Il presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, aveva esplicitamente chiesto all’ANPI di non prendere parte alla celebrazione.

Sullo sfondo restano le polemiche legate al conflitto in Medio Oriente e i ruggini passati risalenti al 25 Aprile a Porta San Paolo, quando due iscritti dell’ANPI furono feriti da colpi ad aria compressa (episodio per cui è in corso un procedimento giudiziario a carico di un aggressore autodefinitosi della Brigata Ebraica).

«Siamo stati attaccati. Non vogliono l’ANPI in questa piazza, dicendoci che siamo pro-Pal», ha dichiarato amareggiata la presidente dell’ANPI di Roma, Marina Pierlorenzi.

L’ANPI aveva confermato la propria presenza con una nota secca: «Partecipiamo con la forza della memoria, della storia e dei valori dell’antifascismo incarnati dalla Costituzione democratica e repubblicana, ripudiando ogni forma di violenza».

La mediazione e la conclusione della cerimonia

Volano insulti al Ghetto di Roma per il 16 ottobre, la Comunità ebraica: "Fuori l'Anpi" 1
Un momento degli insulti. Foto dai social

A causa dei disordini, la cerimonia è stata temporaneamente sospesa. Per consentire il prosieguo dell’evento, la delegazione dell’ANPI ha accettato di fare un passo di lato, allontanandosi con i propri stendardi al di fuori del perimetro transennato.

La situazione si è ricomposta all’arrivo del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Con il ritorno alla calma, la commemorazione è ripresa ufficialmente con la deposizione della corona di fiori insieme al presidente Fadlun in omaggio alle vittime della deportazione.

Il ricordo dell’orrore: 16 ottobre 1943

La capitale si è fermata per ricordare l’alba di 83 anni fa, quando le SS tedesche, la Gestapo e la polizia tedesca — con la complicità dei collaborazionisti fascisti della RSI — rastrellarono il quartiere ebraico. In poche ore vennero arrestate 1.254 persone: 1.022 ebrei romani furono deportati nei campi di sterminio di Auschwitz. Da quell’inferno fecero ritorno soltanto in 16 (15 uomini e una donna). Nessun bambino sopravvisse.

Gli appuntamenti con la memoria

Accanto alle cerimonie istituzionali, Roma promuove la memoria verso le nuove generazioni.

Il libro su Settimia Spizzichino. Presso la Protomoteca del Campidoglio viene presentato agli studenti il volume “Anni Rubati” (edito da Giuntina), curato da Marco Caviglia e Miriam Spizzichino. Il testo ripercorre la storia di Settimia Spizzichino, l’unica donna romana sopravvissuta ad Auschwitz.

La mostra a Palazzo Braschi: È aperta al pubblico l’esposizione “L’archivio racconta. Memorie di famiglia nei documenti della persecuzione antiebraica”. Curata da Marco Caviglia per la Fondazione Museo della Shoah, raccoglie fotografie, lettere e oggetti personali donati dai cittadini romani tramite la campagna “Dalle case alla storia”. La mostra prevede percorsi guidati gratuiti per le scuole.