Licenziata per le flatulenze, autista fa causa all’azienda per molestie: la sentenza

(Adnkronos) – E’ stata licenziata dopo un episodio di flatulenza, ma lei non ha accettato la decisione e ha portato in tribunale la società per cui lavorava, accusandola di discriminazione legata alla disabilità e molestie. È la singolare vicenda che ha coinvolto Stephanie Bryan, autista di autobus di Bristol, nel Regno Unito, e l’azienda di trasporto elettrico The Big Lemon. 

A far esplodere il caso sarebbe stato il racconto di una collega, Samantha Bingham, che aveva preso servizio dopo di lei. Secondo quanto emerso durante l’udienza, Bryan avrebbe accusato un episodio di flatulenza particolarmente intenso mentre era in servizio. La situazione, però, non si sarebbe conclusa con la fine del suo turno. Quando la collega è salita a bordo per prendere il suo posto, avrebbe trovato la cabina di guida impregnata di un odore così persistente da sospettare che la precedente conducente si fosse sporcata.
 

La puzza, inoltre, sarebbe rimasta sui suoi vestiti anche dopo il turno: una volta rientrata a casa, il compagno le avrebbe chiesto se si fosse sporcata e lei avrebbe deciso di lavare immediatamente la divisa e fare una doccia. Quando infine Bingham l’ha affrontata, Bryan avrebbe risposto con una frase destinata a diventare il simbolo della vicenda: “Tutti devono fare le puzzette”. 

La vicenda è finita davanti a un giudice del lavoro. Bryan ha infatti citato in giudizio l’azienda, sostenendo di essere stata vittima di discriminazione legata alla disabilità e di molestie. Tra le condizioni di salute da lei indicate figuravano la depressione, il disturbo borderline di personalità e problemi di debolezza vescicale. 

Il giudice ha però respinto le accuse: secondo la sentenza, infatti, il motivo principale del licenziamento non era l’episodio legato all’igiene personale, ma le perplessità dell’azienda sulle prestazioni della conducente durante il periodo di prova. Secondo il tribunale, inoltre, i responsabili dell’azienda non erano stati informati delle diagnosi di Bryan e non avevano elementi sufficienti per sapere che le sue condizioni potessero incidere sulle questioni igieniche contestate. 

Interpellata sulla vicenda, The Big Lemon ha preferito non commentare il caso specifico, ringraziando però Bingham per la professionalità dimostrata durante il procedimento e il giudice Walters per l’attenzione riservata a una questione particolarmente delicata. 

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