Prima pedinata mentre rientrava a casa con un’amica, poi violentata. Dopo un mese di indagini, la Polizia di Stato ha risolto il caso della notte da incubo vissuta non lontano dall’Appia Antica da due amiche dei Castelli romani al rientro da una festa. Uno sconosciuto alle loro spalle le ha bloccate, minacciate, rapinate, e poi ha usato anche violenza. Una sedicenne è stata allora violentata, mentre l’amica in lacrime e terrorizzata è stata costretta a guardare. A settembre l’orrore, ora l’arresto dell’orco, un incensurato di trent’anni del posto.
Sedicenne violentata di ritorno da una festa: incastrato dalle telecamere e dal test del Dna un uomo del posto. L’agguato nel buio e il terrore sull’Appia Antica
È circa mezzanotte quando le due amiche stanno rientrando a piedi verso casa dopo aver partecipato a un evento in un parco nelle vicinanze.
Mentre attraversano un tratto isolato e poco illuminato, vengono affiancate da un uomo armato di torcia e taglierino.
Dopo aver sottratto loro i telefoni cellulari per impedire qualsiasi richiesta di soccorso, l’aggressore le costringe ad inoltrarsi in un anfratto nascosto nella fitta vegetazione.
Lì la sedicenne viene violentata mentre l’amica, sotto minaccia, è costretta a assistere immobile e in lacrime. Compiuto l’abuso l’uomo si dà alla fuga gettando i cellulari tra le siepi.
Soccorse e trasportate d’urgenza all’ospedale di Tor Vergata, per la giovane vittima è stato immediatamente attivato il protocollo del “Codice Rosso”.
Le telecamere, il test del Dna e l’arresto
Gli investigatori della squadra anticrimine del commissariato di Marino hanno analizzato minuziosamente decine di ore di registrazioni della videosorveglianza tra Frattocchie, Cava dei Selci e Ciampino, individuando i movimenti di un’utilitaria bianca, una Fiat 500. Risaliti all’identità del proprietario — un impiegato della zona sconosciuto alle forze dell’ordine — gli agenti ne hanno sottoposto la fotografia alle minorenni, che lo hanno riconosciuto senza esitazioni.
La Procura di Velletri ha quindi ordinato la perquisizione e gli accertamenti biologici: i riscontri del test del Dna hanno confermato la presenza del 30enne sul luogo del delitto.
Nell’abitazione dell’uomo sono stati inoltre rinvenuti due etti di marijuana e un bilancino di precisione.
Per l’indagato si sono aperte le porte del carcere di Velletri con l’accusa di violenza sessuale aggravata, rapina e detenzione di stupefacenti.


















