Tragedia al B&B dopo lo spinello “potenziato”: chiesto il processo per l’amico di Leonardo Fiorini

Per la Procura il 26enne David Stojanovic non chiamò i soccorsi per non far scoprire che era stato lui a fornire lo spinello. Leonardo Fiorini morì nel volo dalla finestra 

Leonardo Fiorini

Un “principio attivo pari al 31,2%, dieci volte più elevato” della media. Una sostanza potentissima, definita in chat dallo stesso indagato come uno spinelli maxi contenente “almeno tre bombe dentro“. Sarebbe stata questa miscela ad scatenare la reazione psicotica devastante che il 13 novembre dello scorso anno ha spinto Leonardo Fiorini, 27 anni originario di Isola Liri, a cadere dal balcone di un B&B in via Calepodio, nel quartiere Monteverde a Roma.

Per la Procura il 26enne David Stojanovic non chiamò i soccorsi per non far scoprire che era stato lui a fornire lo spinello. Leonardo Fiorini morì nel volo dalla finestra

Per quella morte, il pubblico ministero Francesco Saverio Musolino ha chiesto il rinvio a giudizio per l’amico e coetaneo David Stojanovic. Le accuse contestate vanno dalla cessione di sostanze stupefacenti alla morte come conseguenza di altro reato, fino all’omicidio colposo e all’omissione di soccorso.

La ricostruzione delle accuse: «Non chiamò il 118 per nascondere la droga»

Secondo il quadro delineato dalla Procura, Stojanovic avrebbe preparato e ceduto all’amico oltre due grammi di hashish ad altissima concentrazione.

Dopo aver fumato, Fiorini — che non era un consumatore abituale ed era particolarmente vulnerabile ai cannabinoidi — ha perso rapidamente il controllo delle proprie facoltà mentali, entrando in uno stato di fortissima agitazione.

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Leonardo Fiorini e David Stojanovic

Nonostante la gravità della situazione, Stojanovic non avrebbe allertato il 118.

Un’omissione che, secondo l’impianto accusatorio, sarebbe stata dettata dalla volontà di nascondere il fatto di avergli fornito lo spinello, impedendo di fatto che il 27enne venisse curato prima della tragedia.

Il precedente e la testimonianza dell’ex fidanzata

Un elemento centrale nelle indagini riguarda la consapevolezza dei rischi da parte dell’indagato. Agli atti figura infatti la testimonianza dell’ex fidanzata della vittima, che ha raccontato un episodio analogo avvenuto anni prima durante un campeggio, sempre in presenza di Stojanovic.

In quell’occasione, Fiorini aveva manifestato una reazione psicotica e un attacco di panico dopo aver fumato cannabis. Per i pm, Stojanovic era a conoscenza della fragilità dell’amico e avrebbe dovuto prevedere i pericoli nel proporgli nuovamente di fumare insieme.

I dubbi dei testimoni: dalla lite alle urla per chiedere aiuto

Inizialmente, la Procura aveva ipotizzato il reato di omicidio volontario. Dei residenti dello stabile, poi hanno riferito, di aver visto Stojanovic tentare disperatamente di trattenere l’amico, chiedendo aiuto a gran voce e implorando di gettare dei materassi nel cortile per attutire la caduta.