Blitz della Finanza a Tor Cervara: sequestrate oltre 4.500 scarpe New Balance false

Nei guai un cinese titolare di un ingrosso, denunciato per ricettazione e commercio di prodotti falsi. Le scarpe recavano il marchio "New Balance" alterato

Le scarpe contraffatte sequestrate

Maxi sequestro di scarpe contraffatte a Tor Cervara. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Roma hanno scoperto e bloccato un ingrosso di calzature trasformato in un vero e proprio hub per lo stoccaggio e la distribuzione di prodotti falsificati destinati al mercato della capitale.

Nei guai un cinese titolare di un ingrosso, denunciato per ricettazione e commercio di prodotti falsi. Le scarpe recavano il marchio “New Balance” alterato

L’operazione è scattata durante i consueti controlli di monitoraggio economico del territorio condotti dai militari del 3° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma. L’attenzione dei finanzieri si è posata inizialmente su diversi modelli di scarpe con il logo New Balance, palesemente alterato e difforme rispetto agli standard originali.

Blitz della Finanza a Tor Cervara: sequestrate oltre 4.500 scarpe New Balance false 1
Il momento del sequestro

Scattata la flagranza di reato, è scattata la perquisizione immediata dei locali commerciali. Nel corso dell’ispezione sono state trovate e poste sotto sequestro probatorio 4.512 paia di scarpe contraffatte. Il titolare dell’esercizio non è stato in grado di mostrare alcuna fattura o documentazione idonea a dimostrare la provenienza lecita della merce.

La denuncia e la tutela del mercato

Per il responsabile dell’attività, un cittadino di nazionalità cinese, è scattata la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Roma. I reati ipotizzati a suo carico sono introduzione e commercio di prodotti falsi e ricettazione.

«La contraffazione dei marchi registrati — ricordano i comandi della Guardia di Finanza — rappresenta un grave danno per l’economia legale e una minaccia diretta alla proprietà industriale. L’immissione sul mercato di prodotti falsificati non solo trae in inganno i consumatori sulla reale qualità della merce, ma alimenta circuiti di concorrenza sleale che danneggiano pesantemente le imprese oneste e la filiera produttiva regolare».

L’operazione rientra nel più ampio piano di contrasto ai traffici illeciti messo in atto dalla Guardia di Finanza per recidere alla radice i canali di approvvigionamento illegali e tutelare il corretto funzionamento del mercato.