Allarme rosso a proposito dei 23 milioni di euro destinati all’elettrificazione delle banchine del porto di Civitavecchia, il progetto che punta a consentire alle navi ormeggiate di utilizzare l’energia elettrica fornita da terra, riducendo così le emissioni prodotte durante la sosta. A sollevare la questione è Enzo D’Antò, consigliere regionale del Lazio del Movimento 5 Stelle, che chiede al Governo di chiarire quale sia l’attuale situazione dei finanziamenti e quali garanzie esistano per la prosecuzione degli interventi.
A rischio i fondi per l’elettrificazione delle banchine del porto di Civitavecchia. Dubbi sui finanziamenti, sui lavori e sui pagamenti alle imprese
Al centro della denuncia c’è il possibile venir meno delle risorse economiche previste per l’opera. Secondo quanto riferito dal Movimento 5 Stelle, una parte dei lavori sarebbe già stata avviata e l’incertezza sulla copertura finanziaria potrebbe avere conseguenze sia sul completamento del progetto sia sui pagamenti alle aziende impegnate nei cantieri. Si tratta di aspetti che, sottolinea il consigliere, richiedono risposte precise da parte delle istituzioni competenti.
Finanziamenti e cantieri: le domande rivolte al Governo
La prima questione riguarda la sorte dei 23 milioni di euro stanziati per l’elettrificazione delle banchine. D’Antò chiede di sapere se le risorse siano state effettivamente revocate oppure se siano state rimodulate, cioè trasferite o destinate diversamente nell’ambito della programmazione finanziaria.
Nello specifico, la distinzione è importante per comprendere se il progetto disponga ancora della copertura economica necessaria oppure se occorra individuare nuovi fondi.
Un secondo punto riguarda le conseguenze operative di un’eventuale modifica del finanziamento. Se le risorse originariamente previste non fossero più disponibili, sarebbe necessario chiarire come proseguiranno i lavori già iniziati e con quali stanziamenti verranno sostenute le attività ancora da completare.
Altrettanto importante è la questione dei pagamenti alle imprese: le aziende coinvolte devono poter contare su indicazioni chiare rispetto alla copertura delle spese e agli impegni economici assunti per gli interventi.
Il Movimento 5 Stelle chiede quindi al Governo di fornire un quadro aggiornato della situazione, indicando se il finanziamento sia ancora confermato e, in caso contrario, quali soluzioni siano state individuate per evitare che l’incertezza sulle risorse comprometta l’avanzamento dell’opera. D’Antò chiama in causa anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sollecitando chiarimenti sulle decisioni adottate e sulle misure previste per garantire la continuità del progetto.
Al momento, la possibile revoca o rimodulazione dei fondi resta una questione da verificare attraverso atti e comunicazioni ufficiali. L’allarme del consigliere regionale rappresenta dunque una richiesta di trasparenza sulla gestione delle risorse pubbliche e sulle prospettive di un intervento che interessa direttamente lo sviluppo dello scalo marittimo.
Cold ironing: cos’è e perché è importante per il porto
L’elettrificazione delle banchine, conosciuta con il termine inglese cold ironing, è una tecnologia che permette alle navi ormeggiate di collegarsi alla rete elettrica terrestre. In questo modo, durante la permanenza in porto, le imbarcazioni possono alimentare diversi sistemi di bordo senza dover mantenere in funzione i motori ausiliari per produrre elettricità.
In particolare, il vantaggio principale di questa tecnologia consiste nella possibilità di ridurre le emissioni inquinanti generate durante la sosta, contribuendo anche a contenere il rumore nelle aree portuali e nei quartieri circostanti.
L’effettiva riduzione dell’impatto ambientale dipende, tra gli altri fattori, dalla quantità di energia utilizzata e dalle modalità con cui viene prodotta. L’infrastruttura deve inoltre essere adeguata alle esigenze delle navi che utilizzano lo scalo.
Per il porto di Civitavecchia, l’alimentazione elettrica da terra si inserisce nel percorso di ammodernamento delle infrastrutture portuali e di miglioramento della sostenibilità delle attività marittime.
La realizzazione degli impianti richiede tuttavia investimenti, collegamenti adeguati e una programmazione finanziaria in grado di accompagnare le diverse fasi dei lavori.
È proprio su questo aspetto che si concentra la richiesta del Movimento 5 Stelle: conoscere la disponibilità effettiva dei finanziamenti e avere indicazioni certe sul completamento dell’intervento. La questione non riguarda soltanto la realizzazione di una nuova infrastruttura, ma anche la continuità dei cantieri e la regolarità dei rapporti economici con le imprese incaricate.
La richiesta di D’Antò è quindi rivolta a ottenere risposte ufficiali sui fondi, sui tempi dei lavori e sulle risorse destinate ai pagamenti. Solo chiarendo questi elementi sarà possibile comprendere se il progetto potrà proseguire secondo la programmazione prevista o se saranno necessari interventi finanziari alternativi per portarlo a termine.


















