Speleologo salvato dopo oltre 24 ore: era rimasto intrappolato nella grotta

Una maratona di oltre 24 ore nel cuore dell'Ogliastra. Fondamentale la sinergia tra Soccorso Alpino, Vigili del Fuoco, Aeronautica e 118: lo speleologo estratto vivo

Si è conclusa nel migliore dei modi la drammatica corsa contro il tempo durata più di ventiquattro ore nel cuore dell’Ogliastra, in Sardegna, dove uno speleologo ieri è stato inghiottitoio in un profondo cunicolo invaso da un crollo: nel tardo pomeriggio di oggi è stato estratto vivo e riportato in superficie. Una operazione di soccorso straordinaria per complessità e sforzo umano.

Una maratona di oltre 24 ore nel cuore dell’Ogliastra. Fondamentale la sinergia tra Soccorso Alpino, Vigili del Fuoco, Aeronautica e 118: lo speleologo estratto vivo

L’incidente si era verificato nel primo pomeriggio di domenica 11 ottobre, quando un improvviso e violento cedimento di terra e pietre aveva sorpreso lo speleologo a circa dieci metri di profondità, ostruendo completamente il varco d’uscita.

Fin dai primi istanti è stato chiaro che la situazione si presentava estremamente critica: il volume dei detriti e l’instabilità della parete rocciosa sovrastante rendevano l’area del crollo una vera e propria polveriera pronta a cedere di nuovo al minimo movimento errato.

Un lavoro di precisione millimetrica scavato a mano

I soccorritori si sono trovati ad agire all’interno di un cunicolo stretto e soffocante, in uno spazio di manovra ridotto ai minimi termini.

Impossibilitati a utilizzare macchinari ingombranti che avrebbero potuto causare ulteriori franamenti, gli operatori hanno dovuto procedere a mano, rimuovendo sassi, fango e macerie un centimetro alla volta per oltre un giorno e una notte intera. Un lavoro estenuante e condotto con precisione chirurgica per tutelare sia l’incolumità dello speleologo che la propria.

Una straordinaria macchina dei soccorsi in rete

A rendere possibile il lieto fine è stata l’imponente mobilitazione che ha visto lavorare spalla a spalla oltre sessanta tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico insieme agli uomini dei Vigili del Fuoco.

Decisivo si è rivelato anche il coordinamento logistico e sanitario garantito dall’Aeronautica Militare, dagli operatori dell’emergenza sanitaria 118/AREUS e dalle squadre della Protezione Civile locale.

Una volta riportato alla luce, lo speleologo è stato immediatamente stabilizzato dall’équipe medica presente sul posto e trasferito d’urgenza in elicottero in ospedale per gli accertamenti e le cure necessarie.