Un escursionista romano di 26 anni è stato tratto in salvo nella notte dopo essere precipitato per un centinaio di metri tra le rocce del Monte Pizzocchetto. L’allarme per il mancato rientro è scattato alle otto di sera, mobilitando soccorritori, elicotteri ed un’imponente operazione di terra finita solo all’alba.
Il volo dell’eliambulanza per salvarlo bloccato dalla nebbia: giovane escursionista romano recuperato con un faticoso trasporto a spalla su corda
Quella che doveva essere una semplice camminata di poche ore tra i paesaggi del Bellunese si è trasformata in un incubo ad alta quota. Un escursionista di 26 anni era partito nella mattinata per una passeggiata in solitaria, dopo aver comunicato che “si sarebbe diretto nella zona di San Gregorio nelle Alpi”.
Quando alle 20,00 però è calata la sera senza che il giovane romano facesse ritorno e “al cellulare non dava risposta”, i familiari hanno immediatamente dato l’allarme. La macchina dei soccorsi si è attivata senza indugio, portando la Polizia al primo fondamentale riscontro: il rinvenimento dell’autovettura del ragazzo, “parcheggiata in località Roncoi”.
Da quel punto di partenza, le squadre del Soccorso alpino di Feltre, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco e del personale di Polizia hanno cominciato a percorrere a piedi la fitta rete sentieristica che si arrampica verso il Monte Pizzocco.
La nebbia in quota e il complicato intervento
Le operazioni di localizzazione si sono rilevate subito estremamente complesse a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Da Bolzano si è alzato in volo l’elicottero della Guardia di Finanza equipaggiato con il sistema Imsi Catcher per intercettare il segnale del telefono cellulare, ma “la presenza di nuvole basse non aveva permesso di salire in quota e un eventuale agganciamento”.
La svolta decisiva nelle ricerche è giunta grazie alla collaborazione dei familiari del 26enne, giunti d’urgenza da Roma, i quali “hanno fornito gli account dell’orologio Garmin da lui indossato”. Attraverso i dati del dispositivo indossabile, i tecnici sono riusciti a ricostruire il tracciamento Gps ed a “risalire agli ultimi segnali registrati”, che posizionavano il ragazzo “dietro la cengia del Monte Pizzocchetto”.
Il ritrovamento lungo la parete rocciosa
Ottenute le coordinate geografiche, i soccorritori di Feltre insieme al medico di Stazione ed agli uomini della Guardia di Finanza si sono diretti a piedi verso il punto indicato. Calandosi lungo la verticale della parete, la squadra ha iniziato a “trovare alcuni suoi oggetti” sparsi sulle rocce, triste presagio della gravità dell’accaduto, fino a raggiungere il ragazzo.
Il giovane romano era scivolato ruzzolando per un centinaio di metri tra le balze rocciose. Miracolosamente “il ragazzo era vivo”, sebbene versasse “in condizioni critiche per i possibili traumi riportati” a seguito del violentissimo impatto e della rovinosa caduta nel vuoto. Il medico di stazione lo ha subito preso in carico sul posto per stabilizzarlo.
Le condizioni di salute e il ricovero
Le condizioni di salute dell’escursionista romano sono apparse fin da subito particolarmente serie. Il giovane si trovava in uno stato di grave sofferenza traumatica a causa dei molteplici impatti subiti durante la caduta di cento metri e della prolungata esposizione alle rigide temperature notturne.
Per questa ragione è stato richiesto l’intervento immediato dell’eliambulanza del Suem 118 decollata da Treviso. L’elicottero ha tentato più volte l’avvicinamento, ma “è stato fermato dallo strato denso di nuvole”.
Mentre il velivolo attendeva una schiarita a San Gregorio nelle Alpi, i soccorritori “hanno imbarellato l’infortunato e lo hanno sollevato per contrappeso un centinaio di metri con manovre di corda”, per poi proseguire con un faticoso trasporto a spalla in discesa per altri 200 metri.
Soltanto verso le 4.30 del mattino, bucata la cortina di nubi, il tecnico di elisoccorso si è calato con un verricello di venti metri per recuperare la barella. Dopo un rapido passaggio al campo base, il 26enne è stato trasportato in volo presso l’ospedale di Treviso, dove si trova attualmente ricoverato.


















