A seguito del violento accoltellamento consumatosi la scorsa settimana al culmine di una lite tra avventori, per il bar nei pressi di Largo Preneste è arrivata la chiusura forzata. Il Questore di Roma ha disposto la sospensione della licenza, dopo gli accertamenti condotti dalla Polizia di Stato.
Gli occhi delle telecamere puntate sulla strada immortalano l’accoltellamento e avviano i controlli, svelando l’habitat abituale del bar
I sigilli e le serrande abbassate alla fine sono arrivati come naturale conseguenza dell’ennesimo gravissimo fatto di sangue avvenuto pochi giorni fa nel quadrante Prenestino-Labicano.
Mercoledì scorso, una banale discussione scoppiata all’interno del bar situato nelle immediate vicinanze di Largo Preneste si era repentinamente trasformata in una scena di pura violenza. Nel corso della lite tra due cittadini stranieri, uno dei due contendenti ha estratto un’arma da taglio ed ha sferrato molteplici fendenti contro l’avversario, ferendolo a ripetizione sotto gli occhi sbigottiti degli altri clienti presenti.
L’intera e cruenta sequenza dell’aggressione è stata registrata nitidamente dalle telecamere dell’impianto di videosorveglianza interno al locale. Quei filmati, immediatamente acquisiti dagli agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Porta Maggiore, sono tuttora al vaglio analitico degli investigatori per cristallizzare la dinamica esatta dell’accaduto e definire le responsabilità penali dell’aggressore.
Il blitz preventivo e la scoperta del covo
L’episodio dell’accoltellamento ha rappresentato soltanto la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di segnalazioni e criticità . L’esercizio commerciale era infatti da tempo considerato uno speciale sorvegliato speciale da parte degli uomini della Polizia di Stato per via delle sue frequentazioni abituali ed ad alto rischio.
Appena due giorni prima dell’ultimo grave accoltellamento, durante un capillare controllo del territorio condotto all’interno della struttura, gli agenti avevano identificato tra i clienti un soggetto pesantemente gravato da precedenti di polizia. L’uomo si trovava in palese violazione delle prescrizioni stabilite dall’autorità giudiziaria, in quanto colpito da un provvedimento che gli imponeva l’obbligo di non allontanarsi da un preciso comune dell’Aquilano.
Nella medesima operazione, le forze dell’ordine avevano inoltre rintracciato sei cittadini stranieri del tutto sprovvisti di documenti di riconoscimento e di regolare permesso di soggiorno, prelevandoli e conducendoli negli uffici della Questura per le procedure di identificazione e gli accertamenti del caso.
Irregolarità amministrative e la scia di violenza
L’istruttoria condotta in maniera incrociata dalla Divisione Amministrativa della Questura di Roma ha consentito di comporre un mosaico investigativo ancora più ampio ed articolato sulle criticità legate all’esercizio.
I riscontri effettuati negli archivi hanno evidenziato come già nel mese precedente diversi soggetti con rilevanti precedenti di polizia fossero stati sorpresi a stazionare abitualmente all’interno dello stesso bar. Durante quel controllo straordinario erano peraltro emerse marcate violazioni delle norme sulla gestione dei locali, culminate in contestazioni ed in sanzioni amministrative a carico del gestore per un ammontare complessivo pari a 5.816 euro.
Lo scavo a ritroso negli interventi effettuati dalle pattuglie ha infine fatto riemergere altri due brutali episodi di risse ed aggressioni fisiche avvenuti nella scorsa primavera, a dimostrazione di una pericolosità sociale ormai strutturale.
Il provvedimento del Questore e l’esecuzione dei sigilli
La drammatica successione degli eventi criminali, la loro spaventosa concentrazione in un lasso temporale ridotto ed i riscontri raccolti sul campo dagli agenti sul territorio hanno configurato un quadro di evidente ed imminente pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.
Al termine di un’accurata istruttoria amministrativa avviata dal Commissariato di P.S. Porta Maggiore, il Questore di Roma ha decretato la sospensione temporanea dell’autorizzazione per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande per la durata di 15 giorni, applicando rigorosamente l’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.). Gli stessi poliziotti di Porta Maggiore si sono quindi recati presso la struttura per notificare formalmente l’atto al titolare ed apporre i cartelli di chiusura, restituendo tranquillità al quartiere.

















