Un momento di profonda commozione ed umanità ha suggellato la conclusione di una brutta vicenda a Segni, dove i Carabinieri della locale Stazione hanno riconsegnato a un’anziana di 82 anni i gioielli di una vita e centinaia di euro in contanti, strappati con l’inganno da due spietati truffatori.
Il lieto fine a Segni e la commozione dell’82enne per il ritorno dei suoi preziosi ricordi di una vita
Ci sono ferite che vanno ben oltre il semplice danno economico e toccano nel profondo l’anima e la dignità delle persone. Quanto avvenuto nella drammatica vicenda vissuta da un’anziana donna di 82 anni residente a Segni, che racconta la crudeltà di una piaga sociale che prende di mira gli affetti più sacri delle persone vulnerabili.
Nel mese di agosto, la donna era finita nella morsa di due malfattori campani di 61 e 44 anni, entrati in azione con un copione cinico e collaudato. Uno dei due si è presentato direttamente alla porta dell’abitazione spacciandosi per un appartenente all’Arma dei Carabinieri.
Sfruttando la credibilità della divisa ed instillando nella donna un terrore improvviso, il falso militare le aveva raccontato che il marito era rimasto gravemente coinvolto in un’ipotetica ed improvvisa rapina. Con il pretesto di dover coprire spese immediate per risolvere la drammatica emergenza, l’impostore era riuscito a farsi consegnare contanti e tutti i preziosi custoditi in casa.
Il valore inestimabile dei ricordi e la sofferenza dell’anima
Il bottino portato via dai malviventi non era composto da semplici oggetti di valore commerciale. Tra quelle catenine e quegli anelli messi da parte, c’era racchiusa la storia personale ed affettiva della donna.
Quei monili in oro rappresentavano il ricordo tangibile di una vita intera, il legame indissolubile con il consorte, i traguardi familiari e le memorie più intime di decenni passati ad accudire la propria casa. Vedersi spogliare di tali ricordi nell’arco di pochi minuti, attraverso una macchinazione basata sull’inganno e sulla paura per la sorte del compagno di vita, aveva scaraventato la signora in uno stato di angoscia e sconforto assoluto.
Ma è proprio nel momento di massimo smarrimento che la dignità e la determinazione dell’anziana avevano preso il sopravvento, trasformando il dramma nell’inizio di un riscatto.
La lucidità della donna e il blitz sull’A1
Accortasi quasi immediatamente di essere stata vittima di una vile truffa, la donna di Segni ha dato prova di uno straordinario coraggio e di un’incredibile prontezza di riflessi. Senza perdersi d’animo, si è affacciata con decisione alla finestra di casa ed è riuscita ad appuntare la marca, il modello ed una parte fondamentale della targa dell’automobile a bordo della quale il finto carabiniere si stava allontanando insieme al suo complice.
Pochi istanti dopo, la chiamata d’emergenza al NUE 112 ha attivato la centrale operativa, dando il via ad un’operazione corale di altissima efficienza. La tempestiva circolarità informativa tra le forze dell’ordine ha consentito ai Carabinieri della Compagnia di Colleferro ed alla Sottosezione della Polizia Stradale di Cassino di lavorare in perfetta sinergia.
La fuga dei due fuggitivi verso sud è durata pochissimo: intercettata lungo il tracciato dell’autostrada A1, l’autovettura è stata bloccata dalle pattuglie. I due uomini sono stati tratti in arresto in flagranza e la refurtiva interamente recuperata e posta sotto sequestro.
Il momento della riconsegna
A distanza di tempo da quel terribile giorno d’estate, il cerchio si è finalmente chiuso nel modo più bello e toccante. Ricevuto il formale provvedimento di dissequestro da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri, i Carabinieri della Stazione di Segni hanno potuto riconsegnare all’82enne il maltolto.
La riconsegna dei gioielli e dei contanti si è trasformata in un abbraccio ideale commosso tra le istituzioni ed i cittadini più fragili, e rivedere i propri ricordi tornare al loro posto ha sciolto lo spavento accumulato per settimane, restituendo alla vittima la serenità ed il sorriso perduti.
Le indagini si trovano nella fase delle indagini preliminari, per gli indagati vige la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva.


















