Povertà diffusa, emergenza casa e precarietà quotidiana: si presenta così la fotografia nitida e preoccupante scattata dal Rapporto 2025 della Caritas diocesana di Roma, intitolato «Una carità che interroga e rigenera».
Il Report 2025 sulla povertà a Roma della Caritas: in aumento le famiglie in difficoltà per affitti e mutui
Un quadro sociale complesso, attraversato da fragilità che non riguardano più soltanto chi vive ai margini estremi della società, ma che sfiorano sempre più da vicino la vita quotidiana di tantissime famiglie.
Il documento traccia il bilancio di un anno intenso di ascolto, accoglienza e sostegno sul territorio capitolino, mettendo in luce un bisogno diffuso che chiede risposte strutturali e immediate.
I numeri dell’assistenza: ascolto, cibo e cure sanitarie
Nel corso del 2025, la rete della Caritas ha intercettato una mole imponente di richieste d’aiuto. I tre Centri di ascolto diocesani hanno incontrato direttamente 4.423 persone, mentre i 241 presidi parrocchiali distribuiti nei quartieri ne hanno accompagnate 8.196. Considerando l’intero nucleo familiare, l’azione capillare delle parrocchie ha finito per raggiungere oltre 16.000 cittadini.
Sul versante dei bisogni primari, la risposta è stata costante: le tre mense sociali cittadine hanno accresciuto la propria operatività distribuendo più di 310 mila pasti a circa 12.300 persone.
Parallelamente, i cinque Empori della solidarietà attivi durante l’anno — a cui si è aggiunto a fine anno un sesto presidio nel quartiere Tuscolano — hanno sostenuto oltre 1.300 nuclei familiari. Ampio anche il raggio d’azione del Poliambulatorio di Stazione Termini, che con 17.112 prestazioni sanitarie erogate si è confermato un punto di riferimento cruciale per la salute dei più vulnerabili.
L’emergenza casa e la pressione su affitti e mutui
Il cuore dell’analisi della Caritas si concentra quest’anno sul diritto all’abitare. La povertà abitativa non viene letta soltanto come la condizione tragica di chi dorme in strada, ma come un fenomeno strisciante che colpisce famiglie schiacciate dall’aumento dei costi dei canoni di locazione, dal rialzo dei tassi dei mutui e dalla precarietà lavorativa.

Per fare fronte a questa emergenza, la Diocesi ha istituito la nuova Area «Abitare e domiciliarità». Le strutture d’accoglienza storiche continuano a lavorare a pieno ritmo: l’Ostello Don Luigi Di Liegro ha registrato oltre 63 mila pernottamenti per 554 ospiti, mentre Casa Santa Giacinta ha offerto rifugio a 126 persone. A questi si affiancano i progetti di Housing sociale e i percorsi d’accoglienza diffusa destinati a mamme con bambini e nuclei familiari in uscita da situazioni di grave marginalità.
I giovani in prima linea e il lavoro
Un segnale forte di speranza arriva dalle nuove generazioni. Oltre 3.400 giovani hanno preso parte attiva a esperienze di volontariato attraverso gruppi parrocchiali e classi scolastiche, mentre i percorsi educativi promossi nelle scuole hanno coinvolto più di 3.600 studenti di decine di istituti romani. Sul fronte dell’emancipazione e dell’autonomia, l’Officina delle Opportunità ha accompagnato 560 persone verso percorsi di formazione e reinserimento nel mercato del lavoro, affiancata da un servizio di consulenza legale gratuita.
La solidarietà di quartiere: l’olio di Torre Spaccata
A fianco della grande rete diocesana, il territorio risponde anche con iniziative dal forte valore simbolico e pratico. È il caso della raccolta annuale delle olive al Parco dei Romanisti, a Torre Spaccata, dove circa 20 volontari dell’associazione Gaspar8 e del Comitato di quartiere lavorano tra gli alberi per la produzione dell’anno. Un raccolto stimato in 7-8 quintali di olive, che si tradurranno in circa 100 litri d’olio interamente destinati alle Caritas di zona per le famiglie indigenti.
Un’esperienza resa possibile dal Patto di collaborazione con Roma Capitale, commentata dall’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi: «L’esperienza dell’uliveto del parco dei Romanisti testimonia il valore dell’agricoltura urbana non solo per la tutela del suolo e della biodiversità, ma per la sua potente funzione sociale e di solidarietà». L’iniziativa farà da apripista a nuovi interventi analoghi al Parco Salvator Allende e a Casal Brunori, oltre al recupero dello storico uliveto di Villa Glori.


















