Un maxi blitz interforze nei negozi di vicinato a Monterotondo, alle porte della Capitale, si è concluso con il sequestro di 3,5 tonnellate di frutta e verdura, la distruzione di cibo non tracciato e sanzioni per oltre 30.000 euro. È il bilancio di un servizio straordinario di controllo del territorio mirato al contrasto dell’abusivismo commerciale, della tutela della salute pubblica e del lavoro nero.
Scoperta nel blitz un’attività di frutta e verdura totalmente abusiva e con tre lavoratori in nero: disposta la chiusura. Carenze igieniche e cibo non tracciato negli altri negozi
L’intervento, coordinato dal III Distretto di Polizia Fidene-Serpentara, ha visto operare in sinergia la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, la Polizia Locale di Monterotondo e la Asl Roma 5.
Attività abusiva e lavoratori in nero
Sotto la lente dei finanzieri è finito in particolare un esercizio commerciale di frutta e verdura aperto da pochi mesi. Dai riscontri è emerso che l’attività operava in totale assenza di autorizzazioni: nessuna SCIA presentata né presìdi fiscali attivi; mancata emissione degli scontrini e omessa manutenzione del registratore telematico; e la presenza di 3 lavoratori completamente “in nero”, per i quali è scattata la segnalazione all’Ispettorato del Lavoro.
Alla luce delle gravissime irregolarità, i militari hanno sequestrato 3,5 tonnellate di merce destinata alla vendita e applicato la chiusura immediata del locale, risultato abusivo ai sensi della Legge Regionale del Lazio (n. 22/2019).
Cibo non tracciato e carenze igieniche: scatta la sospensione
Le verifiche amministrative e igienico-sanitarie eseguite dagli altri equipaggi negli esercizi della zona hanno portato alla luce un quadro di diffusa irregolarità: assenza di piani HACCP per l’autocontrollo e mancata formazione del personale, mancanza del DVR (Documento di valutazione dei rischi), telecamere non autorizzate: individuato un impianto di videosorveglianza installato senza le necessarie autorizzazioni sul lavoro.
Inoltre, 14 chilogrammi di alimenti privi di tracciabilità sono stati sottratti al commercio e avviati alla distruzione. Per l’attività coinvolta è stata disposta la sospensione temporanea fino al ripristino delle condizioni di legge.
Il bilancio provvisorio delle sanzioni supera i 30mila euro, ma la cifra è destinata a salire al termine degli accertamenti ancora in corso.


















