È scattato il conto alla rovescia in via Cesare Tallone a Tor Sapienza. All’alba di ieri, giovedì 8 ottobre, sono arrivate le prime ruspe e gli operai per allestire il cantiere nel palazzone ghetto divenuto negli anni centrale di spaccio oltre che tetto, senza porte e finestre, di ultimi e sbandati, più di trecento. La domanda che si pongono i residenti del quartiere è una sola: quali sono i tempi effettivi per rivedere la luce e liberarsi definitivamente del rudere?
Dalla piaga del degrado al nuovo polo tecnologico: al via i primi 45 giorni di pulizia dell’area di via Tallone prima dell’ingresso dei macchinari da demolizione
Il cronoprogramma complessivo fissato da Roma Capitale e dalla proprietà (una holding francese) prevede circa sette mesi di lavori totali, suddivisi in due grandi fasi operative.
La bonifica straordinaria: circa 45 giorni (un mese e mezzo)
I macchinari da demolizione pesante non entreranno subito in azione. Per il primo mese e mezzo gli operai saranno impegnati nella complessa e delicata operazione di pulizia e messa in sicurezza dell’intero sito, che si estende su oltre 20 mila metri quadrati.

L’area è attualmente un tappeto stratificato di rifiuti: montagne di plastica, metalli, resti di refurtiva, siringhe usate, materassi e bombole del gas lasciate tra le decine di baracche abbandonate a fine settembre durante il maxi blitz della Prefettura. Libera la vegetazione incolta ed eliminata questa discarica a cielo aperto, il sito diventerà finalmente accessibile in sicurezza per i mezzi pesanti.
La demolizione: 5 mesi e mezzo
Terminata la bonifica, scatterà l’abbattimento vero e proprio del fabbricato (sviluppato su quattro piani fuori terra e due interrati, per complessivi 21.261 metri quadrati di superficie).
Vista la vicinanza dell’edificio con il tratto urbano dell’autostrada A24, i tecnici hanno escluso l’uso di esplosivi. La demolizione avverrà per frantumazione meccanica della struttura superiore, a cui seguiranno lo svuotamento e il successivo riempimento dei due piani interrati.
Il presidio di sicurezza H24

Per evitare che durante i sette mesi di cantiere si verifichino nuovi tentativi di intrusione — già registrati a ridosso dello sgombero — la proprietà ha ingaggiato guardie giurate private che garantiscono un presidio armato 24 ore su 24 per almeno nove mesi.
La gioia dei residenti e i nodi della politica
Ad accogliere l’arrivo dei camion c’erano le mamme del quartiere e i rappresentanti del comitato “Tor Sapienza Sicura”. «Ci sembra un sogno», il racconto dei residenti, che per anni hanno convissuto con il degrado del rudere e del vicino “boschetto del crack”.
«I lavori di cantierizzazione sono la migliore risposta a chi sosteneva che l’iter fosse bloccato — sottolinea l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia —. Il permesso di costruire era stato rilasciato dal Dipartimento già a luglio. Oggi ripristiniamo la legalità e avviamo concretamente la rigenerazione». Sulla stessa linea il presidente del Municipio V, Mauro Caliste: «Il percorso concordato con la Prefettura sta proseguendo secondo i tempi stabiliti».
Non mancano però i distinguo del centrodestra locale. Esponenti dell’opposizione municipale e parlamentare (Fabrizio Montanini di FI, Daniele Rinaldi di FdI e Alessandro Battilocchio, presidente della Commissione periferie) chiedono di mantenere alta la guardia per evitare che gli ex occupanti dello stabile vadano a ripopolare altri immobili abbandonati a La Rustica o Tor Cervara.
Il futuro: da piaga urbana a Data Center
Una volta terminati i sette mesi di bonifica e demolizione, l’area di via Tallone cambierà volto. Sulle ceneri dell’ex ghetto sorgerà un moderno Data Center per servizi cloud e tecnologie avanzate. Un intervento che segue la scia di altri importanti investimenti tecnologici nella Capitale, come l’Hyper Cloud Data Center di Aruba al Tecnopolo Tiburtino e il nuovo campus di Digital Realty a Roma Sud.

















