Caro carburanti, tassisti in piazza a Roma: orari, motivi e le tre richieste al Governo

Caro carburanti, tassisti in piazza a Roma: il 26 ottobre presidio al Mef. Intanto avanza la protesta degli agricoltori sull'Aurelia

Roma, manifestazione taxi: traffico e bus deviati
Taxi a Roma

Il caro carburanti spinge pure tassisti in piazza: le «auto bianche» scendono in campo contro l’impennata insostenibile dei prezzi alla pompa con una mobilitazione nazionale che farà tappa a Roma. Il prossimo 26 ottobre, dalle ore 10 alle 13, i conducenti daranno vita a un presidio statico in via XX Settembre, proprio sotto la sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Caro carburanti, tassisti in piazza a Roma: il 26 ottobre presidio al Mef. Intanto avanza la protesta degli agricoltori sull’Aurelia

La mobilitazione verra organizzata adottando una formula di massima responsabilita civile per evitare di paralizzare la viabilita della Capitale. Alla protesta, promossa dalle delegazioni di tutta Italia aderenti alle sigle Uri, itTaxi e Unicoop, parteciperanno esclusivamente i tassisti fuori turno di servizio, che manifesteranno a piedi e senza le proprie vetture. Una scelta studiata appositamente dagli organizzatori per non congestionare il traffico cittadino e per garantire la regolare continuita del servizio pubblico non di linea a beneficio di residenti e turisti.

La morsa delle tariffe amministrate

Alla base della protesta c’e una situazione economica definita drammatica dalle associazioni di categoria. Con i prezzi di benzina, gasolio e metano che continuano a registrare rincari record, i margini di guadagno dei lavoratori si sono ormai azzerati. A differenza di altri settori economici e professionali, i tassisti operano in un regime di tariffe amministrate e fissate dai Comuni, il che impedisce loro di adeguare i prezzi delle corse all’inflazione energetica e li costringe a subire interamente l’impatto dei rincari del carburante sui propri bilanci.

Le tre richieste urgenti consegnate al Mef

Nel corso del presidio romano, una delegazione di rappresentanti chiederà di essere ricevuta dai vertici del Ministero dell’Economia per consegnare un documento ufficiale articolato su tre istanze fondamentali.

La prima richiesta riguarda l’estensione del cosiddetto gasolio professionale al comparto Taxi e NCC, con i medesimi sgravi fiscali e crediti d’imposta gia riconosciuti all’autotrasporto merci. A questa si aggiungono l’istituzione di un fondo di compensazione energetica straordinario, erogato tramite contributi una tantum per ristorare le perdite degli ultimi mesi, e la previsione di incentivi strutturali e finanziariamente realistici per sostenere l’acquisto di vetture ibride ed elettriche nell’ambito della transizione ecologica.

La minaccia del blocco e la rabbia degli agricoltori

I promotori ribadiscono la natura pacifica ma determinata della manifestazione, ricordando come la scelta di incrociare le braccia fuori dal turno di lavoro nasca dal rispetto per la cittadinanza. Tuttavia, i rappresentanti avvertono che, qualora il Governo dovesse ignorare l’allarme del settore, lo spegnimento dei motori e il blocco nazionale del servizio diventeranno scelte inevitabili per difendere la dignità del lavoro.

Intanto la tensione legata al costo dei carburanti resta altissima anche nel settore agricolo, dove le proteste partite dal Mezzogiorno continuano a risalire la penisola, culminando nel recente blocco della statale Aurelia tra Palidoro e Torrimpietra con i trattori in strada e i prodotti agricoli rovesciati sull’asfalto.