Divani e materassi abbandonati nel Parco dei Castelli Romani: bonifica ai Pratoni del Vivaro

Nel Parco dei Castelli Romani i Guardiaparco bonificano i Pratoni del Vivaro: rimossi rifiuti ingombranti, al via fototrappole e sanzioni

Nel Parco dei Castelli Romani i Guardiaparco bonificano i Pratoni del Vivaro: rimossi rifiuti ingombranti, al via fototrappole e sanzioni

Un’altra discarica a cielo aperto strappata al degrado, in uno degli angoli più preziosi dei Castelli Romani. I Guardiaparco dell’Ente regionale Parco dei Castelli Romani hanno portato a termine un nuovo intervento straordinario di bonifica lungo la strada che costeggia i Pratoni del Vivaro, in piena Zona Speciale di Conservazione Cerquone-Doganella, area protetta della Rete Natura 2000.

Nel Parco dei Castelli Romani i Guardiaparco bonificano i Pratoni del Vivaro: rimossi rifiuti ingombranti, al via fototrappole e sanzioni

L’operazione ha portato alla luce una quantità consistente di rifiuti abbandonati. Tra questi, anche un divano e un materasso — oggetti ingombranti, lasciati lì senza alcun riguardo per il valore ecologico del posto. Un intervento che va oltre la semplice pulizia: serve a preservare l’integrità di uno degli ambiti naturalistici più preziosi dell’intero territorio.

Nel Parco dei Castelli Romani i Guardiaparco bonificano i Pratoni del Vivaro: rimossi rifiuti ingombranti, al via fototrappole e sanzioni
Le operazioni di bonifica

Fototrappole e sanzioni per fermare gli illeciti

Il Parco dei Castelli Romani non si limita a ripulire. Da tempo ha installato diverse fototrappole nei punti strategici, strumenti che ora permettono di avviare le procedure per identificare e sanzionare chi abbandona rifiuti in aree verdi. Un sistema di controllo pensato per colpire alla radice un fenomeno che continua a ripetersi.

Le parole del presidente Boccali

A commentare l’intervento è il presidente dell’Ente Parco, avvocato Ivan Boccali, che parte da una riflessione amara: “Ogni rifiuto abbandonato racconta un gesto di incuria”. Ma non si ferma lì. Il presidente rivendica il lavoro quotidiano di chi tutela il territorio: “ogni intervento di recupero conferma la volontà del Parco di non arretrare nella difesa del territorio”. E guarda avanti, delineando la strategia dell’Ente per i prossimi mesi: “Continueremo a essere presenti con controlli, attività di prevenzione e percorsi educativi, per proteggere un patrimonio che appartiene a tutti e che tutti siamo chiamati a custodire”.

La prevenzione come priorità

Vigilanza e pulizia restano strumenti necessari, ma non bastano da soli. Il Parco punta soprattutto sulla prevenzione, con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e giovani generazioni. Progetti educativi, percorsi di formazione, una cultura ambientale da costruire nel tempo — è su questo fronte che si gioca la partita più lunga.