Davide Iacopini aggredito e investito: spuntano altri tre casi simili a Monteverde

L'attore Davide Iacopini resta ricoverato in terapia intensiva, mentre scattano le verifiche sulle aggressioni compiute con la stessa inquietante modalità

Nella foto l'attore Davide Iacopini - Fonte Instagram

L’aggressione brutale e inspiegabile a Davide Iacopini, disarcionato con un calcio dal suo monopattino e travolto da una minicar, si sta trasforma in un giallo inquietante tra le strade della Capitale. L’attore lotta in terapia intensiva mentre gli inquirenti indagano e scoprono che l’episodio non sarebbe isolato.

L’attore Davide Iacopini resta ricoverato in terapia intensiva, mentre scattano le verifiche sulle aggressioni compiute con la stessa inquietante modalità

I fatti sono avvenuti nella tarda serata di lunedì 5 ottobre, segnando l’inizio di un incubo nel quartiere Gianicolense-Monteverde, quando intorno alle ore 23:00, l’attore genovese Davide Iacopini, 42 anni, celebre volto di produzioni cinematografiche e televisive di successo come Diaz – Don’t Clean Up This Blood, Suburra e la recente serie Maschi Veri, stava percorrendo via Anton Giulio Barrilli a bordo di un monopattino elettrico.

All’improvviso, un veicolo lo ha affiancato e dal lato passeggero è partito un calcio sferrato con violenza che lo ha fatto cadere rovinosamente a terra, prima di essere travolto dalla stessa vettura.

Le condizioni di salute di Davide Iacopini e le dichiarazioni della famiglia

Soccorso d’urgenza dai sanitari dell’ARES 118, l’attore si trova ancora ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Camillo di Roma.

Per Davide Iacopini la prognosi è riservata a causa di un grave trauma cranico riportato nell’aggressione. A seguito dell’impatto, l’artista è stato tempestivamente sottoposto a un delicato intervento chirurgico eseguito dall’équipe neurochirurgica della struttura.

Al momento il decorso post-operatorio procede in maniera regolare: il paziente resta sedato e sotto costante supporto intensivo. Attraverso una nota, la famiglia ha voluto esprimere il proprio sincero ringraziamento per i numerosi messaggi di solidarietà ricevuti, oltre a rivolgere un sentito riconoscimento allo staff medico per le cure prestate, alla Procura e alle forze dell’ordine impegnate nelle indagini, chiedendo al contempo il massimo rispetto della privacy in questo momento estremamente delicato.

I dettagli inquietanti: la minicar silenziosa e le modalità del raid

L’elemento che suscita maggiore sgomento nella ricostruzione della dinamica riguarda la freddezza e la gratuità dell’azione. Il mezzo pirata si è avvicinato alle sue vittime agendo nel buio e nell’assoluto silenzio.

Proprio l’assenza di rumore del motore, ha spinto gli investigatori a ipotizzare che si tratti di una minicar totalmente elettrica di colore nero.

A bordo del veicolo secondo i primi riscontri, vi erano due persone, forse minorenni, che avrebbero affiancato il monopattino di Iacopini prima di colpirlo. Sarebbe stato il passeggero a sferrare il calcio mentre l’auto era in movimento, provocando la caduta dell’attore e il successivo investimento, per poi fuggire a tutta velocità senza prestare soccorso e facendo perdere le proprie tracce nella notte.

La pista dei casi analoghi: una sequenza di aggressioni a Monteverde

Ciò che preoccupa maggiormente gli inquirenti e i residenti della zona, è la scoperta che quello contro l’attore potrebbe non essere un caso fortuito o un litigio stradale degenerato.

Il pubblico ministero Ambrogio Cassiani, titolare del fascicolo d’inchiesta, ha infatti riunito altri tre episodi del tutto simili avvenuti nello stesso perimetro urbano di Monteverde. L’ultimo di questi attacchi si è verificato soltanto pochi minuti prima dell’aggressione a Iacopini, ai danni di un altro giovane, che viaggiava sempre su un monopattino.

La presenza di un preciso e ripetuto schema d’azione fa temere l’esistenza di una vera e propria banda in circolo per le vie del quartiere con l’obiettivo deliberato di colpire i guidatori di mezzi leggeri.

Le indagini della Procura: caccia ai pirati per tentato omicidio

Sulla vicenda procede la Procura di Roma con l’ipotesi di reato di tentato omicidio. Gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale stanno analizzando capillarmente le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati installati lungo via Barrilli e nelle arterie limitrofe di Monteverde, alla ricerca di targhe o dettagli utili a identificare la minicar nera.

Al momento non trova conferma ufficiale l’ipotesi che possa essersi trattato di una follia legata a una sfida sui social network o a un “challenge” online, ma gli investigatori non escludono alcuna pista nelle indagini per dare un nome e un volto ai responsabili prima che possano colpire ancora.

Il mini sindaco Elio Tomassetti: “Una tragedia inedita per il quartiere, massima collaborazione con le forze dell’ordine”

Sulla drammatica vicenda dell’attore Davide Iacopini è intervenuto anche il presidente del Municipio XII di Roma, Elio Tomassetti, sottolineando come si tratti di una tragedia inedita per la zona che ha generato profonda apprensione tra i residenti del Gianicolense. Il presidente ha espresso la massima vicinanza alla famiglia del 42enne, confermando l’intenzione di fargli visita non appena le sue condizioni lo consentiranno, e ha evidenziato la costante e quotidiana sinergia con le forze dell’ordine impegnate nelle indagini.

Nonostante ciò, l’assenza di telecamere di videosorveglianza nel punto specifico dell’aggressione rende le verifiche più complesse. Nel frattempo, i carabinieri hanno raccolto le denunce per altri casi analoghi avvenuti nel quartiere, e prende quota l’ipotesi che possa trattarsi di un’incredibile e pericolosa sfida diffusa tra i giovanissimi sui social network.