Caso Amara, rivelazione su ‘Loggia Ungheria’: Cassazione conferma condanna per Davigo

(Adnkronos) –
Diventa definitiva la condanna a un anno e tre mesi, pena sospesa, per l’ex consigliere del Csm Piercamillo Davigo accusato di rivelazione del segreto d’ufficio, in relazione alla vicenda dei verbali sulla presunta ‘Loggia Ungheria’.  

I giudici della seconda sezione della Corte di Cassazione con la sentenza emessa questa sera hanno rigettato il ricorso proposto dalla difesa del magistrato simbolo del pool di Mani Pulite, rappresentato dagli avvocati Davide Steccanella e Marcello Maddalena, contro la decisione dell’ottobre di un anno fa dell’Appello Bis che si è celebrato a Brescia dopo il rinvio disposto dai supremi giudici. Nel dicembre del 2024 i giudici della sesta sezione penale della Cassazione avevano infatti annullato con rinvio la parte della prima sentenza d’appello sulla rivelazione a terzi dei verbali, mentre avevano dichiarato irrevocabile la responsabilità per quanto riguarda la condotta contestata in concorso. 

Con la sentenza emessa stasera dalla Corte di Cassazione non è stata accolta dunque la richiesta della procura generale rappresentata dal sostituto procuratore Marco Patarnello che aveva invece sollecitato l’annullamento senza rinvio per le rivelazioni a terzi ad eccezione di quella all’ex senatore Nicola Morra. “Prendo atto della decisione ma rimango convinto che il mio assistito abbia agito nella convizione di adempiere a un proprio dovere”, commenta l’avvocato Steccanella, difensore di Davigo. 

Nel procedimento è costituito parte civile, l’ex consigliere del Csm Sebastiano Ardita assistito dall’avvocato Fabio Repici. “Con la condanna definitiva di Piercamillo Davigo per i delitti da lui commessi ai danni di Sebastiano Ardita si chiude finalmente nel modo giusto la pagina più buia del Csm del quale condannato e vittima furono componenti – sottolinea all’Adnkronos l’avvocato Repici – Spiace registrare come il dottor Ardita, a partire delle infamie mosse contro di lui nel 2020 per il solo fatto di essere un uomo di Stato dalla schiena dritta, abbia continuato a essere bersaglio di manovre di palazzo fino a tempi recenti”. 

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