Sigilli a Trastevere, locale cambia nome ma non le brutte abitudini: nuovo blitz per cibo scaduto e lavoro nero 

Adolescenti serviti con alcol vietato e carne scaduta: nel cuore di Trastevere chiuso locale senza licenza che avvelenava le notti dei giovanissimi

Un cambio di nome sulla carta ma la solita movida fuorilegge nel cuore di Trastevere, dove un noto locale di vicolo del Cinque, gli agenti della Polizia di Stato hanno messo i sigilli a un locale sprovvisto di licenza. Tra lavoro nero, musica oltre i limiti e abusivismo, la sorpresa peggiore è stata scoperta nei frigoriferi, con carne scaduta pronta per essere utilizzata per le preparazioni.

Adolescenti serviti con alcol vietato e carne scaduta: nel cuore di Trastevere chiuso locale senza licenza che avvelenava le notti dei giovanissimi

Cambiare l’insegna e la denominazione sociale sulla carta dal 2025 ad oggi, non è bastato al gestore di un noto locale di Trastevere, per nascondere una condotta gestionale rimasta del tutto identica a quella che già negli anni precedenti aveva portato a ripetuti provvedimenti di sospensione.

I poliziotti del Commissariato di P.S. Trastevere, insospettiti dal continuo viavai, hanno riacceso i riflettori su un esercizio commerciale di vicolo del Cinque. Dietro il formale cambio di veste, il locale avrebbe continuato a funzionare come un frequentatissimo punto di ritrovo per centinaia di giovani, muovendosi però in un binario di totale illegalità e privo dei titoli autorizzatori necessari.

Alcol senza licenza, tavoli in strada e musica ad alto volume

Il quadro svelato dagli ultimi due controlli condotti dagli agenti nell’ultimo mese ha confermato una serie di violazioni sistematiche. In entrambe le ispezioni, gli operatori avrebbero sorpreso il locale a somministrare alimenti e bevande alcoliche sia al chiuso che all’esterno, pur essendo privo della licenza di somministrazione al pubblico.

La vendita di alcolici sarebbe proseguita indisturbata anche ben oltre il limite delle ore 22:00. A peggiorare la vivibilità del rione, già messa a dura prova, ci si mettono la diffusione di musica ad alto volume a porte spalancate e la selvaggia occupazione del suolo pubblico: sedie e tavoli posizionati abusivamente sulla sede stradale trasformavano il vicolo in una proprietà privata del locale, ostacolando il passaggio dei pedoni.

Il lato oscuro: carne scaduta e lavoratori in nero

L’incursione degli agenti della Polizia di Stato non si è fermata alla verifica delle autorizzazioni per la somministrazione e la musica, ma ha scavato a fondo negli aspetti lavorativi e igienico-sanitari dell’attività. È proprio tra le pareti delle cucine e nei registri contabili che sono emersi i dettagli più inquietanti.

Gli accertamenti hanno permesso di scoprire tre lavoratori impiegati del tutto in nero, privi di contratto e mai segnalati ai Centri per l’impiego. Mentre durante la perquisizione dei locali di conservazione degli alimenti, i poliziotti hanno inoltre rintracciato e immediatamente sequestrato oltre 1,6 kg di carne macinata scaduta, pronta per essere servita agli ignari clienti.

I sigilli della Questura e lo stop forzato

Di fronte a una lista di irregolarità così fitta e a una conclamata recidiva, la Divisione Amministrativa della Questura di Roma ha chiuso il cerchio dell’istruttoria.

Su proposta del Commissariato Trastevere, il Questore di Roma ha firmato due provvedimenti perentori: l’immediata cessazione dell’attività abusiva di somministrazione e la sospensione della licenza per 15 giorni ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

I sigilli, notificati direttamente al titolare dagli agenti di zona, mettono momentaneamente la parola fine a una gestione abusiva che per mesi ha minato la quiete e la salute pubblica di uno dei quartieri simbolo della capitale.