Blitz dei Carabinieri nel rione Trevi per smantellare un gruppo organizzato sorpreso a truffare i passanti con il gioco delle tre campanelle. L’operazione ha portato alla denuncia di 13 persone, nei cui confronti è stato emesso anche un ordine di allontanamento di 48 ore, ma con il blitz tra le vie del centro storico, si è accesa la polemica sull’inefficacia di provvedimenti che non fermerebbero i truffatori.
Bloccata la banda delle campanelle con croupier e finti vincitori. Con i provvedimenti però scatta la protesta: “Tra 48 ore scade il divieto e torneranno di nuovo all’opera”
Il blitz delle ultime ore svolto dai Carabinieri del Comando di Roma Piazza Venezia insieme ai militari della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina, ha portato all’individuazione e alla denuncia a piede libero di 13 persone, tra cittadini romeni e macedoni.
Un gruppo sorpreso in piena flagranza, mentre metteva in atto il noto ed illecito “gioco delle tre campanelle” tra la folla di turisti, che ha fatto scattare le denunce per i reati di truffa ed esercizio di gioco d’azzardo, e le notifiche a tutti i fermati anche di un ordine di allontanamento dal centro storico per la durata di 48 ore.
La struttura dell’organizzazione tra via delle Muratte e piazza di Trevi
Le operazioni dell’Arma hanno fatto luce su un’organizzazione radicata e perfettamente strutturata, attiva nei punti a più alta densità turistica: rione Trevi, via della Stamperia, piazza di Trevi, via in Arcione e via delle Muratte.
Ciascun membro del gruppo agiva con ruoli ben definiti e coordinati: dai croupier, addetti alla manipolazione delle campanelle per ingannare i passanti, ai finti scommettitori che simulavano vincite in denaro per convincere le vittime a puntare. E a copertura della truffa, operavano le classiche vedette, posizionate ai margini delle vie per segnalare le pattuglie e consentire la fuga.
Lo sconforto dei cittadini: «Tra due giorni torneranno all’opera»
Modalità arcinote purtroppo anche ai cittadini costretti a subire la presenza criminale nascosta e palesata dietro ai capannelli di persone che cadono nella rete della truffa, e che ha scatenato una dura reazione proprio da chi risiede e lavora nell’area di Fontana di Trevi.
Le dita puntate, riguarderebbero proprio i provvedimenti e gli ordini di allontanamento temporaneo, validi per soli due giorni, percepito ormai come azioni che sembrerebbero del tutto inefficaci per fermare il fenomeno: «Tra due giorni torneranno regolarmente all’opera negli stessi punti”, nello sfogo amaro di alcuni residenti di via delle Muratte, per evidenziare il paradosso di una misura burocratica che prevede “solo una brevissima pausa prima del ritorno della banda nelle medesime strade”.
L’impegno delle forze dell’ordine e i limiti della legge
Eppure i numeri testimoniano un contrasto continuo al fenomeno. Nel solo corso del 2026, l’impegno costante del Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma per ripristinare il decoro urbano ha portato a ben 157 denunce e 5 arresti contro questi gruppi organizzati.
Cifre importanti che dimostrano l’immenso lavoro svolto sul campo dai militari, ma che mettono contemporaneamente a nudo i limiti del sistema normativo: “Senza sanzioni restrittive efficaci o misure cautelari reali, la sola denuncia con foglio di via temporaneo non riesce a fungere da deterrente contro un racket da migliaia di euro al giorno” – nella conclusione di un commerciante che si sente penalizzato da tempo per queste presenza criminale.















