Prof accoltellata da studente 13enne, Crepet: “Violenza a portata di click, serve più autorevolezza”

(Adnkronos) – “Non conosciamo il ragazzo” di 13 anni che ha accoltellato una professoressa a Roma “né la sua famiglia. Tuttavia, ciò che emerge sempre è l’indifferenza che viene trasmessa ai ragazzi. La violenza la copiano dagli adulti e la conoscono grazie ai media. Ogni giorno si parla di femminicidi, aggressioni, discriminazioni religiose. I ragazzi finiscono per pensare che quello sia la norma”. Così, in una intervista al Tempo, lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, commentando il ferimento in diretta social della docente, tramortita con uno spray urticante e accoltellata da uno studente di scuola media in un istituto di Centocelle. Secondo il sociologo, “sarebbe legittimo tutelare i minori limitando l’uso dei social, ma ogni tentativo normativo si scontra con ostacoli legali, come successo in Francia per ragioni di rispetto della libertà”.  

“I ragazzi cercano attenzione emulando i genitori, che per primi trascorrono dalle 10 alle 15 ore al giorno sulle piattaforme – dice relativamente alla video chiamata di gruppo avviata dal 13enne per documentare l’aggressione – Se la quotidianità consiste nel fotografare e condividere qualsiasi cosa, diventa naturale filmare persino un’aggressione: compiere un gesto violento e diffonderlo online serve a diventare ‘il principe dei social’ per un paio di minuti. Lo Stato deve schierarsi dalla parte degli insegnanti, che vanno tutelati con ogni mezzo. In caso contrario, nessun docente avrà più il coraggio di insegnare con il timore costante di subire violenze o aggressioni”. E ancora: “L’assenza di conseguenze legali per i minori di 14 anni porta a un sostanziale ‘nulla di fatto’ – conclude Crepet – Si risolve tutto con un blando rimprovero familiare. Alla radice c’è un declino dell’autorevolezza genitoriale: i genitori sono sempre più amici e sempre meno genitori”. 

 

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