Rivoluzione nella sanità del Lazio per azzerare le estenuanti attese nei Pronto Soccorso della regione. Il presidente Francesco Rocca annuncia una svolta storica: le strutture private accreditate senza PS dovranno accogliere i pazienti pubblici in sovrannumero, garantendo disponibilità h24 e senza interrompere i ricoveri nel fine settimana.
Il presidente della Regione Lazio impone il 95% di ricoveri dai Pronto Soccorso verso le strutture accreditate anche nel weekend per azzerare le code
Una decisione ferma, rigorosa ed epocale è pronta a cambiare radicalmente il volto e le dinamiche operative della sanità pubblica e privata nel Lazio. Di fronte allo storico e annoso problema del sovraffollamento dei Pronto Soccorso e alle lunghissime ore d’attesa sofferte dai cittadini sulle barelle degli ospedali della capitale e delle province, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha deciso di intervenire con la massima determinazione istituzionale.
Secondo quanto riferisce Il Messaggero, il governatore ha tracciato le linee guida fondamentali di una vera e propria svolta strutturale, studiata nei dettagli per riorganizzare in modo efficiente l’intera rete del soccorso e delle degenze. L’obiettivo primario di questo nuovo Piano è quello di integrare in maniera diretta e vincolante le strutture private accreditate, chiamate ad aprirsi immediatamente per fare fronte alla costante carenza di posti letto che quotidianamente paralizza la rete dell’emergenza pubblica regionale.
L’obbligo per le cliniche private: accogliere fino al 95% dei ricoveri dai Pronto Soccorso
Il pilastro centrale dell’intervento firmato dal governatore Rocca risiede in un nuovo e stringente patto di responsabilità con la sanità privata convenzionata.
«Quando mancano posti letto negli ospedali dotati di Pronto Soccorso, le strutture private accreditate senza PS devono poter accogliere pazienti», ha annunciato con grande chiarezza il presidente della Regione Lazio. La misura stabilita dalla Giunta regionale non lascia spazio a dubbi o ad adempimenti parziali da parte dei soggetti privati: la nuova programmazione impone infatti parametri di risposta trasparenti e vincolanti per tutte le cliniche accreditate. Il governatore ha fissato una quota precisa e altissima per l’assorbimento delle degenze provenienti dalle strutture pubbliche, precisando che «almeno il 95% di questi ricoveri dovrà provenire proprio dai PS».
Stop ai blocchi del weekend: la risposta del privato garantita sette giorni su sette
Tra i passaggi più forti e incisivi dell’uscita del governatore spicca lo stop definitivo alla vecchia prassi del blocco delle degenze nei fine settimana, un’abitudine che per anni ha causato la congestione dei reparti e delle sale d’attesa nei giorni festivi.
Su questo punto Rocca è stato categorico, dichiarando apertamente che «questa capacità di risposta non può interrompersi il venerdì sera e ricominciare il lunedì mattina».
D’ora in avanti, l’accoglienza dei pazienti da parte dei privati dovrà rimanere operativa senza alcuna soluzione di continuità per tutti i sette giorni della settimana, ponendo fine ai colli di bottiglia che si creano storicamente tra il venerdì e la domenica e garantendo un flusso costante e protetto dei malati verso i reparti di degenza.
I target per tagliare i tempi di attesa: permanenza media entro le 8 ore
Oltre alla redistribuzione vincolante dei posti letto, la determinazione di Francesco Rocca si traduce in un pacchetto di parametri cronometrici definiti per migliorare drasticamente la qualità del servizio offerto agli utenti in emergenza.
I target fissati all’interno del Piano regionale stabiliscono regole severe per ridurre i tempi di stasi nei locali dei Pronto Soccorso: tra le mete principali figura quella di fare in modo che i pazienti per i quali è già stato deciso il ricovero rappresentino meno del 30% delle persone fisicamente presenti nei locali di emergenza.
Al contempo, la permanenza media complessiva del cittadino all’interno del Pronto Soccorso, a partire dalla prima visita medica e fino alla dimissione finale, dovrà essere tassativamente contenuta entro il limite di otto ore.
Limiti massimi ai ricoveri: tetti di 16 ore e corsie veloci per terapia intensiva e psichiatria
Il nuovo piano di riorganizzazione intende azzerare quasi del tutto le attese prolungate per più giorni, stabilendo che le permanenze superiori ai 4 giorni debbano scendere sotto la soglia dello 0,5% totale degli accessi complessivi.
Per quanto riguarda le persone destinate ai reparti di degenza, il tempo medio calcolato dalla visita iniziale fino all’effettivo ricovero in letto d’ospedale dovrà rientrare entro un massimo di 1.000 minuti, equivalenti a 16 ore complessive.
Tempistiche ancora più rapide e protette sono state individuate per le situazioni cliniche più gravi e delicate: il tempo massimo d’attesa per il ricovero scende infatti a sole 12 ore sia per la Terapia Intensiva sia per i reparti di Psichiatria.




















