Femminicidio di Colleferro, Rouissi resta in carcere: gli accertamenti sui problemi psichici

Femminicidio di Colleferro: Johanna aveva provato a salvare il marito, lui l'ha uccisa a coltellate

Il luogo dell'omicidio e Johanna

Johanna aveva intuito che il marito era fuori controllo, assalito da problemi psichici. Ma non ha fatto in tempo a salvarlo e in un attimo, martedì pomeriggio, lui ha ammazzato lei a coltellate. Spetterà alla procura di Velletri stabilire se Mohamed Habib Rouissi, 69 anni, dovrà rispondere dell’aggravante di femminicidio per aver ucciso la moglie in casa, colpendola ripetutamente alla gola.

Femminicidio di Colleferro: Johanna aveva provato a salvare il marito, lui l’ha uccisa a coltellate

L’uomo ora è in carcere a Velletri con l’accusa di aver ucciso a coltellate la moglie, 50 anni, e madre dei loro cinque figli.  Ora, in attesa della convalida davanti al gip, gli inquirenti stanno ricostruendo anche le condizioni psicologiche dell’uomo e il contesto familiare nel quale è maturata la tragedia.

Il 69enne, nel frattempo, resta in carcere, a Velletri. Gli investigatori raccolgono le testimonianze sul clima familiare e sui disturbi di cui l’uomo avrebbe sofferto. Il Comune si prende cura dei cinque figli. 

Al momento, formalmente, non sarebbero emersi elementi tali da mettere in dubbio la capacità di intendere e di volere del 69enne. Il tema resta comunque al centro degli approfondimenti, anche alla luce delle informazioni raccolte nelle ore successive all’omicidio. Alcune persone avrebbero infatti riferito di problemi psichici dell’uomo, dei quali la stessa Johana avrebbe parlato prima di essere uccisa.

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Il luogo del femminicidio e Johanna

La donna si era rivolta anche a uno psichiatra. Aveva accompagnato il marito a una prima visita, ma l’uomo non si sarebbe poi presentato al secondo appuntamento. Un passaggio che potrebbe essere ricostruito dagli investigatori nell’ambito degli accertamenti sulle condizioni dell’indagato.

Le testimonianze

Gli investigatori potrebbero ascoltare nuovamente persone vicine alla famiglia per ricostruire gli ultimi mesi della coppia. Tra queste anche l’80enne che Johana assisteva come badante e alla quale la donna avrebbe raccontato le difficoltà vissute in casa. L’anziana sarebbe ancora profondamente scossa per quanto accaduto.

Al centro delle testimonianze ci sarebbe il rapporto sempre più conflittuale tra i due coniugi. Una situazione familiare segnata, secondo quanto raccolto finora, da tensioni e scatti d’ira dell’uomo.

La tragedia è avvenuta durante una lite. Rouissi avrebbe preso un coltello dalla cucina e si sarebbe scagliato contro la moglie, colpendola più volte al collo. Ad assistere alla scena il figlio di nove anni e la sorella ventenne, che avrebbe tentato di prestare soccorso alla madre.

La coppia si era sposata in Polonia nel 1994. Qualche anno dopo si era trasferita a Colleferro, dove aveva costruito la propria vita e cresciuto i cinque figli. Abitavano al piano terra di una delle case del «Colle», storico quartiere operaio della cittadina.

I cinque figli

Dopo l’omicidio, la macchina dell’assistenza del Comune si è concentrata soprattutto sui cinque figli della vittima. Il bambino di nove anni è stato affidato alle cure del fratello maggiore. La figlia di 20 anni, che ha assistito all’aggressione e ha cercato di salvare la madre, si trova invece nel suo appartamento, proprio di fronte a quello dove Johana è stata uccisa. Gli altri due figli più piccoli sono stati accolti in una struttura protetta dei servizi sociali.

«Abbiamo messo a disposizione tutti i canali di assistenza, anche psicologica e sociale, per garantire la massima vicinanza e un supporto concreto ai figli colpiti da questa immane tragedia», ha detto il sindaco Giulio Calamita.

Colleferro resta sotto choc. Quello di Johana è il primo femminicidio nella storia della città e in queste ore sono numerosi i messaggi di cordoglio per la donna, ricordata da chi la conosceva come una persona gentile e disponibile.