Arrivano le notizie che tutti aspettavano dal Policlinico Agostino Gemelli di Roma: sono in netto e costante miglioramento le condizioni dello scout sedicenne colpito da un fulmine durante un campeggio con il suo gruppo a Monte Livata, nel territorio comunale di Subiaco.
Presto lo scioglimento della prognosi per lo scout 16enne colpito da un fulmine a Livata
Il giovane, che si trovava ricoverato in Terapia Intensiva Pediatrica da venerdì 7 agosto, si è progressivamente risvegliato, ha ripreso a muovere braccia e gambe e ha iniziato a parlare con i genitori.
Un quadro clinico in forte evoluzione positiva che, se confermato nelle prossime ore, permetterà all’équipe medica guidata dal professor Marco Piastra di valutare lo scioglimento della prognosi e il successivo trasferimento del ragazzo in un reparto specializzato per la neuroriabilitazione.
Il dramma a Campo dell’Osso durante il temporale
L’incidente si era verificato sull’altopiano di Campo dell’Osso nel corso di un improvviso e violento temporale. La scarica elettrica aveva colpito il sedicenne, che si trovava vicino a un albero a pochi passi dalla tenda di squadriglia, provocandogli un immediato arresto cardiaco. Nel fulminamento erano rimasti coinvolti di rimbalzo, fortunatamente in modo lieve, anche altri due compagni di 13 e 16 anni.
L’eroico intervento degli scout dell’Agesci Roma 70
Se il ragazzo è ancora in vita, il merito va alla prontezza e alla straordinaria preparazione del gruppo scout Agesci Roma 70. Subito dopo l’impatto, la macchina dei soccorsi si è attivata dall’interno del campo: un’aiuto capo — studentessa al primo anno di Medicina presso l’Università Europea di Roma — insieme a un compagno, ha diagnosticato l’arresto cardiaco avviando tempestivamente il massaggio cardiaco, proseguito per circa venti minuti fino alla ripresa del battito.

Un’azione decisiva, confermata anche dai medici della terapia intensiva e dal Trauma Center pediatrico del Gemelli, che in una nota hanno sottolineato come i risultati raggiunti siano stati resi possibili dalla «catena della sopravvivenza grazie agli scout e ai soccorsi sul posto».
La corsa contro il tempo senza segnale telefonico
I drammatici momenti dell’incidente hanno evidenziato anche le criticità logistiche della zona. A causa della totale assenza di copertura di rete cellulare a Monte Livata, alcuni ragazzi hanno dovuto correre a perdifiato per raggiungere un punto utile da cui chiamare il 112, permettendo così l’invio immediato dell’elisoccorso Ares 118.
Il resto del gruppo ha poi trovato riparo presso il bar “La Tana del Lupo”, dove il titolare ha messo a disposizione la connessione Wi-Fi per consentire ai giovani di avvisare le famiglie.
Il ringraziamento delle famiglie e il nodo sicurezza
I genitori del giovane ricoverato hanno espresso immensa gratitudine verso i compagni del figlio: «Se nostro figlio è vivo lo deve alla prontezza dei suoi compagni, che non sono rimasti a guardare ma hanno agito tempestivamente».
La vicenda ha tuttavia riacceso il dibattito sulla sicurezza dell’area di Monte Livata, meta molto frequentata da turisti ed escursionisti in tutte le stagioni, ma fortemente penalizzata dal “blackout” telefonico che rischia di compromettere la tempestività dei soccorsi in situazioni di emergenza.




















