Un’operazione ad alto impatto della Polizia di Stato ha travolto i luoghi della movida e i locali della costa durante il ponte di Ferragosto. Tra blitz amministrativi, stangate agli esercizi commerciali fuorilegge e il monitoraggio dei falò clandestini in spiaggia, gli agenti hanno messo sotto scacco le irregolarità più gravi.
Controlli a tappeto sulle spiagge libere nella notte di Ferragosto: droni ed elicotteri in volo per intercettare falò fuorilegge e pericolosi focolai per garantire la sicurezza dei bagnanti
Durante le 36 ore di servizio straordinario predisposto per la festività di Ferragosto, la Polizia Amministrativa ha concentrato la propria attenzione sul rispetto delle licenze e delle norme di pubblica sicurezza. Nel mirino degli agenti sono finite oltre 26 attività imprenditoriali, tra cui rinomati esercizi commerciali, ristoranti e luoghi dedicati al divertimento notturno distribuiti lungo la direttrice che va dalla Capitale fino alle principali mete balneari del Litorale romano.
Gli accertamenti hanno portato all’emissione di quattro sanzioni amministrative per violazioni di rilevante gravità. Nello specifico, i poliziotti hanno contestato ai gestori l’occupazione abusiva di suolo pubblico con tavoli e strutture non autorizzate, oltre al palese mancato rispetto degli orari di chiusura stabiliti dai regolamenti comunali vigenti. L’azione repressiva ha mirato a ripristinare la legalità in contesti dove la ressa festiva viene troppo spesso usata come alibi per scavalcare le norme sulla sicurezza e sulla convivenza civile.
Caccia ai falò clandestini e la vigilanza aerea con i droni
Il momento di massima tensione operativa si è registrato durante la serata e la notte del 14 agosto. Come accade da tradizione, migliaia di giovanissimi si sono riversati sugli arenili per organizzare feste improvvisate in spiaggia, tentando in diversi punti di accendere fuochi e falò clandestini sulla sabbia.
In considerazione delle elevate temperature climatiche della stagione e dell’alto rischio di innesco incendi, gli agenti si sono spinti a piedi fin dentro le aree occupate dai bagnanti per spegnere sul nascere ogni focolaio.
Per garantire un tracciamento immediato dei fattori di rischio, la Questura di Roma ha messo in campo una sofisticata regia aerea. L’intero litorale è stato sorvolato dai droni in dotazione all’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e dai velivoli del I Reparto Volo.
La visione dall’alto ha consentito di individuare in tempo reale i capannelli sospetti e gli ormeggi irregolari, permettendo alle pattuglie di terra di intervenire prima che i roghi potessero estendersi alla vegetazione retrostante o mettere a repentaglio l’incolumità dei presenti.




















