Il piano era stato studiato nei minimi dettagli per colpire gli affetti di una famiglia di Fiumicino e sfilargli gioielli e contanti, con la tecnica del “finto carabiniere” che si è però trasformata in un’amara sorpresa per uno dei complici della banda.
Truffa ai danni di una famiglia sventata dai Carabinieri di Torrimpietra: boccato uno dei compici napoletano, è caccia al fuggitivo
La vicenda ha preso il via con l’attivazione di una collaudata ed elaborata strategia di raggiro, ideata per fare leva sull’emotività delle vittime e prosciugarne i beni presenti in casa. La trama ordita dalla banda, e ormai nota come la “truffa del finto carabiniere”, è scattata attraverso la prima telefonata da parte di un complice, il quale si è spinto a contattare telefonicamente un uomo di 61 anni.
Spacciandosi per un ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, il malvivente ha comunicato all’uomo una convocazione d’urgenza in caserma. Una finta chiamata, che in realtà aveva l’unico e preciso scopo di fare allontanare il padrone di casa dalla propria abitazione per lasciarla vulnerabile. Subito dopo che l’uomo si è allontanato, lo stesso complice ha effettuato una seconda telefonata, questa volta indirizzata direttamente al figlio rimasto all’interno dell’appartamento.
La richiesta di gioielli e denaro per evitare il finto arresto
Durante la conversazione telefonica con il giovane, il truffatore ha alzato la pressione psicologica, sostenendo falsamente che il padre rischiava l’arresto immediato. Per evitare l’esecuzione di questo presunto e inesistente provvedimento cautelare, il sedicente ufficiale ha preteso la consegna immediata di un ingente quantitativo di preziosi.
Nel dettaglio, il malvivente ha intimato al ragazzo di raccogliere tutti i gioielli custoditi in casa, diversi orologi di valore e la somma di 500 euro in contanti. Il bottino avrebbe dovuto essere consegnato direttamente a un presunto collega in borghese che da lì a breve si sarebbe presentato personalmente alla porta dell’abitazione per prelevare quanto richiesto e risolvere la falsa emergenza giudiziaria.
La trappola dei Carabinieri veri e il fermo di un 33enne
Il meccanismo ingannevole e subdolo si è tuttavia scontrato con la prontezza e il coordinamento delle forze dell’ordine. I Carabinieri della stazione di Torrimpietra, operando sotto il coordinamento della centrale operativa della Compagnia di Civitavecchia, si sono organizzati tempestivamente posizionandosi direttamente all’interno dell’abitazione della famiglia presa di mira.
Quando il finto collega in borghese si è presentato con sicurezza alla porta dell’appartamento per riscuotere il bottino pattuito, i militari veri sono usciti allo scopert, e lo hanno bloccato immediatamente, identificandolo in un 33enne proveniente dalla provincia di Napoli e già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro il patrimonio, stringendogli le manette ai polsi e arrestandolo in flagranza di reato per truffa.
I riscontri investigativi e le indagini ancora in corso
L’operazione condotta dagli uomini dell’Arma ha consentito di sventare la truffa prima che la famiglia potesse subire un ingente danno economico e morale. A seguito del blocco del campano, gli accertamenti non si sono tuttavia conclusi.
Le indagini dei Carabinieri proseguono infatti senza sosta per identificare e rintracciare i complici del fermato, in particolare l’uomo che ha effettuato le telefonate ingannevoli spacciandosi per un ufficiale dell’Arma.




















