La manutenzione dei semafori di Roma cambia gestione. Da ottobre 2026 entrerà in vigore il nuovo affidamento quinquennale per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti semaforici della Capitale. Un cambio che non riguarda soltanto le società incaricate di intervenire in caso di guasto, ma introduce un modello più tecnologico per controllare gli impianti, individuare le anomalie e ridurre ulteriormente i tempi di ripristino.
Nuovo affidamento quinquennale ridisegna la gestione dei semafori di Roma: due lotti, nuove società incaricate, più squadre in strada e sistemi avanzati per monitorare gli impianti della Capitale
La gara, aggiudicata da Roma Servizi per la Mobilità, ha un valore complessivo di 49.963.855,85 euro e prevede la gestione attraverso due lotti. Il Lotto 1 è stato affidato al costituendo raggruppamento temporaneo di imprese composto da Edison Next Government S.r.l., CiviSmart S.p.A. e LA SEMAFORICA S.r.l.. Il Lotto 2, invece, è stato aggiudicato a S.I.F.I.S. S.r.l.
La suddivisione in lotti permette di organizzare l’affidamento tra soggetti differenti, ma gli atti comunicati nell’annuncio non dettagliano quali singoli impianti o quali specifiche zone della città siano ricompresi nel primo o nel secondo lotto. Il punto centrale del nuovo contratto è quindi il nuovo modello complessivo di manutenzione, che interesserà la rete semaforica prevista dall’affidamento.
Più controllo sui semafori e meno tempo davanti ai guasti
La novità più significativa è il potenziamento del monitoraggio. I semafori saranno seguiti attraverso sistemi avanzati, con l’impiego anche di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale. L’obiettivo è rendere più efficace l’individuazione dei malfunzionamenti e migliorare la capacità di intervenire prima che un problema si trasformi in una criticità prolungata.
A cambiare sarà anche la presenza operativa sul territorio. Il nuovo affidamento prevede infatti più squadre di operai in strada, con l’intento di rendere ancora più rapidi gli interventi di ripristino. In una città dove un impianto semaforico fuori servizio può incidere sulla circolazione di un intero incrocio, la rapidità dell’intervento assume un’importanza particolare.
Non si tratta dunque soltanto di sostituire un dispositivo guasto. La manutenzione viene inserita in un sistema nel quale controllo, rilevazione del problema e intervento dovrebbero essere collegati in maniera più efficiente.
La centralizzazione arriva su altri assi della Capitale
Il nuovo affidamento comprende anche un altro passaggio destinato a modificare progressivamente il funzionamento della rete: la centralizzazione semaforica su alcuni dei principali assi cittadini che ancora ne sono privi.
Tra le strade indicate figurano via del Tintoretto, via Salaria e il Tecnopolo Tiburtino. La centralizzazione consente di superare una gestione esclusivamente legata al singolo impianto e di inserire i semafori in un sistema coordinato, con maggiori possibilità di controllo e gestione dei flussi di traffico.
È qui che il cambio di manutenzione assume un significato più ampio. Il nuovo appalto non porta semplicemente nuovi operatori a occuparsi dei semafori: accompagna una trasformazione del modo in cui gli impianti vengono controllati e gestiti.
Chi gestirà i semafori di Roma
Dal prossimo ottobre, quindi, il servizio sarà affidato per cinque anni al raggruppamento Edison Next Government, CiviSmart e LA SEMAFORICA per il Lotto 1, mentre S.I.F.I.S. seguirà il Lotto 2.
Il valore dell’affidamento sfiora i 50 milioni di euro e il progetto punta a una rete semaforica più monitorata, tecnologica e connessa. Per chi ogni giorno attraversa Roma, la novità più concreta dovrà tradursi in una cosa molto semplice: meno tempo con gli impianti fuori servizio e interventi più rapidi quando qualcosa non funziona.
Il vero cambio, però, sarà meno visibile e più strutturale: una manutenzione che punta a non limitarsi a riparare il problema, ma a controllare meglio la rete per intercettarlo e gestirlo prima.




















