Tragedia di Casal Palocco, l’ex youtuber In Lamborghini esce dai domiciliari: affidato ai servizi sociali

A tre anni dallo schianto in Lamborghini in cui morì il piccolo Manuel, per il 24enne scattano i servizi sociali. Sconterà così gli ultimi 15 mesi di pena

Fiori lasciati sul luogo del drammatico incidente mortale

A tre anni dal drammatico incidente che a Casal Palocco è costato la vita al piccolo Manuel di appena 5 anni, si apre un nuovo capitolo giudiziario per Matteo Di Pietro. Lo youtuber, ex frontman dei «The Borderline», oggi ventiquattrenne, ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali e lascia gli arresti domiciliari.

A tre anni dallo schianto in Lamborghini in cui morì il piccolo Manuel, per il 24enne scattano i servizi sociali. Sconterà così gli ultimi 15 mesi di pena

Matteo Di Pietro aveva patteggiato a inizio 2024 una condanna a 4 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio stradale e lesioni.

Dopo aver trascorso il periodo di misura cautelare ai domiciliari, per il 24enne è stato disposto un programma di recupero della durata di 15 mesi, pari al residuo di pena che gli resta da scontare.

Durante questo arco di tempo potrà muoversi di giorno per seguire il percorso riabilitativo, ma avrà l’obbligo di dimora e il divieto assoluto di uscire di casa dalle 22 alle 7.

La sfida social e il dramma

La tragedia risale al pomeriggio del 14 giugno 2023. Il Suv Lamborghini guidato da Di Pietro travolse ad altissima velocità una Smart ForFour in via Macchia Saponara, a Casal Palocco.

A bordo dell’utilitaria si trovavano una madre con i suoi due figli: la donna e la sorellina più piccola riportarono ferite, mentre per il piccolo Manuel non ci fu nulla da fare.

Le perizie hanno accertato che il Suv sfrecciava a circa 120 chilometri orari, ben oltre i limiti consentiti su un tratto urbano.

Di Pietro avrebbe tentato di rallentare solo all’ultimo momento, quando ormai lo schianto era inevitabile.

Quel giorno l’auto era lanciata a forte velocità per realizzare una “challenge” destinata al canale «The Borderline»: la sfida prevedeva di farsi riprendere per 48 ore senza mai scendere dal veicolo.

Subito dopo l’impatto, il giovane scese dall’auto cercando di prestare i primi soccorsi e successivamente ha espresso un sincero pentimento durante le udienze del processo. Ma quel drammatico pomeriggio ha segnato la fine di tutto: la scomparsa del piccolo Manuel, il dolore incancellabile della famiglia e la definitiva chiusura del progetto social.