Il dramma di Valerio Gentile, sfregiato con l’acido dalla ex compagna, si è concluso nel modo più drammatico in un letto di ospedale nel nosocomio dei Castelli: Qui il giovane è morto dopo essere stato soccorso in un stato di alterazione a Santa Maria delle Mole. Mentre sui social si accendono il cordoglio e la rabbia, si attende la disposizione dell’esame autoptico, l’unico accertamento in grado di stabilire le cause del decesso sabato scorso.
Il giovane soccorso in strada, era in fase di guarigione dalle ustioni al volto: saranno decisivi gli accertamenti medico-legali per fare luce sulle ore precedenti al decesso
La vicenda drammatica di Valerio Gentile. aveva scosso l’opinione pubblica lo scorso 9 luglio. In quella data, sul pianerottolo di un’abitazione situata in piazzale Aldo Moro a Pomezia, si era verificata una violenta lite per futili motivi tra il giovane e la compagna, una 29enne italiana già nota alle forze dell’ordine.
Nel corso della discussione come riportato nelle prime fasi di indagini sulla vicenda agghiacciante, la donna avrebbe afferrato una bottiglia di acido professionale disostruente, e lanciato la sostanza corrosiva contro il corpo e il volto del giovane.
Il ragazzo era stato immediatamente soccorso e trasportato in gravissime condizioni al Reparto Ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, con una caccia alla responsabile da parte dei Carabinieri della Compagnia di Pomezia, conclusasi il 13 luglio con la convalida dell’arresto della 29enne, e divieto di avvicinamento a non meno di mille metri dalla vittima.
Per la 29enne accusata di “deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso”, l’arresto definitivo è stato eseguito il 22 luglio scorso.
Il dolore sui social e i post del giovane
Nonostante le ferite fisiche al viso e al collo stessero lentamente migliorando dal punto di vista medico, l’impatto psicologico di quell’aggressione si era rivelato devastante per Valerio Gentile.
Il giovane aveva scelto di mostrare pubblicamente il proprio dolore, pubblicando sui canali social le foto delle cicatrici riportate sulla pelle, accompagnandole da pensieri rivolti alla relazione finita.
Tra i messaggi condivisi compaiono frasi dal profondo impatto emotivo: “Hai distrutto la mia vita. Hai distrutto un amore puro ma non riesco ad odiarti. Vorrei solo che si potesse riavvolgere il nastro”.
E ancora, in uno sfogo in cui mostrava i segni del liquido corrosivo sul collo e sull’orecchio, scriveva: “Ho paura di non innamorarmi mai più, mi vergogno di uscire perché tutti mi guardano e scoppio a piangere senza imbarazzo, se guardo i ricordi mi sento male mi manca l’aria… Hai colpito la persona più fragile di questa terra”.
Il ritrovamento a Santa Maria delle Mole e il decesso in ospedale
I fatti sono precipitati lo scorso weekend. Valerio Gentile è stato notato da alcuni passanti a Santa Maria delle Mole, nel comune di Marino, in stato di alterazione, facendo scattare i soccorsi dell’ARES 118 per il giovane trovato per terra lungo la carreggiata.
Trasportato d’urgenza presso l’Ospedale dei Castelli, il giovane è stato preso in cura dai medici, ma il suo quadro clinico si è aggravato fino al sopraggiungere della morte nelle struttura ospedaliera.
I messaggi di cordoglio degli amici e il sospetto del suicidio
Dolore e messaggi di cordoglio stanno riempiendo il profilo social di Valerio Gentile con dediche, ricordi e «nonostante tutto, era convinto di amarla» – si legge, mentre in tanti stanno chiedendo a gran voce che venga fatta giustizia per il giovane.
“Chi ti ha sfregiato con l’acido poi ti ha portato sull’orlo di farla finita deve pagare, mi mancherai riposa in pace piccolo Angelo» – tra le parole di rabbia e dolore per la tragedia di Gentili, da cui emerge anche il sospetto di un gesto estremo spinto dall’enorme sofferenza interiore della vittima. La dinamica resta formalmente al vaglio degli inquirenti.
L’autopsia per chiarire le cause del decesso
Per fare piena luce su una fine che presenta diversi punti d’ombra, le forze dell’ordine e la Procura della Repubblica sono al lavoro per avviare tutti gli accertamenti medico-legali necessari. L’unica certezza per ricostruire le ultime ore di vita del giovane, stabilire se la morte sia stata provocata dall’assunzione accidentale o volontaria di sostanze letali, da un improvviso malore cardiaco o dalle conseguenze del trauma riportato al momento del ritrovamento in strada.



















