Un vero e proprio “gigante del mare” ha attirato gli sguardi davanti alla costa di Ostia. Sabato mattina, Primo agosto 2026, il super yacht Dragonfly è stato avvistato a poche centinaia di metri dal litorale romano, regalando uno spettacolo insolito a residenti, bagnanti e appassionati di nautica.
Il super yacht Dragonfly di proprietà del co-founder di Google, Sergey Brin è stato avvistato al largo di Ostia. Scopri caratteristiche, curiosità e dettagli della lussuosa imbarcazione
A colpire non sono state soltanto le dimensioni dell’imbarcazione, ma anche la storia che si nasconde dietro questo straordinario yacht. Il Dragonfly è attribuito a Sergey Brin, imprenditore statunitense e co-fondatore di Google, uno degli uomini che hanno contribuito a cambiare il mondo della tecnologia con la nascita del più famoso motore di ricerca del pianeta.
La presenza del maxi yacht davanti a Ostia ha acceso la curiosità sui social e tra chi ha avuto la possibilità di osservare da vicino la sagoma elegante e imponente di una delle imbarcazioni private più sofisticate mai costruite.
Dragonfly, il super yacht da 142 metri che unisce lusso e tecnologia
Il Dragonfly non è semplicemente uno yacht di lusso, ma un vero progetto di ingegneria navale. Costruito dai prestigiosi cantieri tedeschi Lürssen, tra i leader mondiali nella realizzazione di super yacht, misura circa 142 metri di lunghezza.
Le sue linee sono state progettate dal celebre designer Germán Frers, mentre gli ambienti interni ed esterni portano la firma dello studio Nauta Design. Il risultato è una nave privata che combina eleganza, grandi spazi e soluzioni tecnologiche avanzate.
Tra le caratteristiche più sorprendenti ci sono due aree dedicate agli elicotteri, una piscina con fondo in vetro, una palestra, una sala giochi, una zona beauty e un grande spazio dedicato al relax sul mare.
Uno degli elementi più particolari è la piattaforma di poppa apribile, pensata per creare un collegamento diretto tra la nave e il mare, trasformando la zona posteriore dello yacht in una vera area beach club privata.
Sergey Brin e il suo yacht: una casa sul mare per il mondo della tecnologia
Il legame tra Sergey Brin e il Dragonfly racconta anche una nuova idea di lusso. Il co-fondatore di Google è conosciuto per la sua passione per la tecnologia, la ricerca e l’innovazione, elementi che sembrano riflettersi anche nelle caratteristiche della sua imbarcazione.
Il Dragonfly è stato descritto come uno yacht capace di unire vita privata, viaggio e lavoro, grazie alla presenza di spazi pensati anche per incontri e attività professionali. Alcune fonti del settore hanno evidenziato la presenza di un’area dedicata agli incontri e al lavoro a bordo, trasformando lo yacht in una sorta di ufficio galleggiante.
Anche dal punto di vista ambientale il progetto punta su soluzioni moderne: la nave utilizza un sistema di propulsione diesel-elettrico, con tecnologie pensate per migliorare efficienza e consumi.
Prima del nuovo Dragonfly, Sergey Brin aveva già posseduto un altro yacht con lo stesso nome, più piccolo, lungo circa 73 metri. Il passaggio al nuovo modello rappresenta però un salto enorme per dimensioni, prestigio e capacità.
L’avvistamento davanti a Ostia di colossi del mare non è una piacevole costante in questa stagione balneare e la presenza di Dragonfly ha rafforzato la percezione della cittadina lidense come meta per il transito degli yacht superlusso.
Di certo non é passato inosservato: Dragonfly ha quindi portato per qualche ora sul litorale romano un simbolo del lusso internazionale: una nave lunga quanto un palazzo, nata dall’incontro tra design, tecnologia e la visione di uno degli uomini più influenti dell’era digitale.
















