(Adnkronos) – Dopo oltre sei mesi, oggi giovedì 30 luglio saranno tolti i sigilli a casa Di Vita, l’abitazione in cui – secondo l’ipotesi della procura – sono state avvelenate e uccise a Natale Antonella Di Ielsi e la figlia Sara di 15 anni.
Gli investigaroti tedeschi del Koch Institute, esperti in grado di rilevare tracce di ricina, anche a mesi di distanza entreranno nella casa per un sopralluogo.
Nei laboratori di Berlino sono stati già analizzati i resti del cibo e le tracce biologiche repertate nella cucina della famiglia Di Vita. Non è escluso che possano già aver trovato qualche traccia del veleno mortale e domani inizieranno ad analizzare, con lo spettroscopio portatile, ogni angolo della casa, per mettere tutte le caselle del puzzle al loro posto.
E’ convinzione degli inquirenti che trovare le tracce della ricina, in cucina o su qualche capo d’abbigliamento, sia essenziale per dare due risposte: in che cibo, o bevanda, era contenuto il veleno e chi ha portato quel cibo, o quella bevanda, in casa. Al momento vige il massimo riserbo sia in questura, che in procura, anche per quel che riguarda gli ultimi interrogatori.
Ieri sono stati nuovamente sentiti una coppia di amici di famiglia e la donna denunciata per favoreggiamento, per aver negato dissidi tra Antonella Di Ielsi e il marito. Sul suo telefonino è stato ritrovato uno scambio di messaggi proprio con Antonella, che si lamentava dell’uomo. Ma si trattava di messaggi risalenti al 2019. Le indagini vanno avanti.
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