C’è un indagato per l’omicidio di Cristiano Aprile, il bambino di dodici anni ucciso con una ventina di coltellate nella sua casa a Montesacro il 24 febbraio 1987. La Procura di Roma ha riaperto ufficialmente il fascicolo sul delitto e gli investigatori hanno già sottoposto l’uomo a interrogatorio: la notizia della svolta nell’inchiesta, rimasta ferma per quasi quarant’anni, è stata anticipata da Giuseppe Scarpa, la Repubblica.
La Procura di Roma riapre l’inchiesta sul piccolo Cristiano Aprile,12 anni, ucciso nel 1987 a Montesacro. Sottoposto a interrogatorio un uomo sospettato del delitto
Un’indagine complessa e fatalmente in salita, affidata alla pubblico ministero Alessandra D’Amore e agli investigatori della Squadra Mobile. L’obiettivo è riannodare i fili di una storia consumata dal tempo, tra ricordi sbiaditi e tracce cancellate dagli anni. Nessuno parla di svolta definitiva, ma una cosa è certa: il cold case di via Levanna è tornato ufficialmente a essere un’inchiesta viva.
La strage in casa
Per comprendere il peso di questo nuovo capitolo bisogna tornare a quella mattina di fine inverno di 38 anni fa. Nell’appartamento al civico 35 di via Levanna ci sono la madre, Fiorella Baroncelli, e due dei tre figli: Giada, 14 anni, e il piccolo Cristiano. Il padre Valerio, insegnante di tecnologia, è già a scuola.
Verso le 8:30 suona il campanello. Alla porta c’è un giovane dal volto pallido, già visto qualche giorno prima: si presenta come uno studente del professore in cerca di un libro. Fiorella si fida e lo fa entrare. In pochi secondi la casa si trasforma in un incubo. Il ragazzo estrae un coltello, blocca la donna e la lega a una sedia. Quando Cristiano esce dalla sua stanza, l’aggressore pronuncia una frase rimasta scolpita nel tempo: «E lui chi è?».
Poi la furia. Cristiano tenta di rifugiarsi in camera, ma viene raggiunto e sgozzato con una decina di fendenti. La madre e la sorella provano a intervenire: vengono ferite ma riescono a salvarsi. Il killer fugge sparendo nel nulla.
Il mistero del vero bersaglio
L’identikit dell’assassino – un ragazzo magrissimo, con occhiali scuri e volto livido – fa il giro d’Italia, mentre la Mobile ascolta oltre 300 studenti nel tentativo di trovare il colpevole di quella che era apparsa una vendetta contro il professore. Oggi gli sforzi della magistratura romana ripartono da capo.


















