Si è spento Antonio Trebiciani. Il calcio del litorale e della Capitale perde un protagonista discreto e un vero maestro di calcio.
L’addio al mister della Primavera giallorossa e dell’Ostiamare: è morto Antonio Trebiciani, maestro di calcio che guidò anche la prima squadra
Originario di Ostia, muove i primi passi nel vivaio della Lazio per poi allenare la Lazio femminile, l’Ostiense e il Centro San Tarcisio. Poi la svolta. Il passaggio al settore giovanile della Roma ne segnerà definitivamente la carriera.
I trionfi con la Primavera e la salvezza in prima squadra
Dall’inizio degli anni Settanta fino alla soglia degli anni Ottanta, prima di allenare l’Ostiamare nella stagione 1983-1984, il suo nome resta legato ai successi della Primavera della Roma. Tre scudetti di categoria conquistati tra il 1973 e il 1978. A questi titoli si affiancano due Coppe Italia Primavera consecutive nel 1973-1974 e 1974-1975. Risultati storici, che ne fanno l’allenatore più vincente della storia della primavera giallorossa. Nel finale del campionato di Serie A 1972-1973 subentra a Helenio Herrera sulla panchina della prima squadra giallorossa. Sei giornate ad altissima tensione. Raccoglie quattro pareggi e due sconfitte. Il bottino basta. La squadra chiude a quota 24 punti e conquista la salvezza grazie alla differenza reti. Successivamente ricoprirà anche il ruolo di vice di Nils Liedholm.

La fucina dei campioni
Un fiuto per il talento grezzo. La sua firma resta impressa nella crescita dei campioni: oltre a far esordire Agostino Di Bartolomei, Trebiciani scopre Bruno Conti e lancia la carriera da calciatore di Claudio Ranieri. Nomi destinati a segnare per decenni la storia della Roma e del calcio nazionale, plasmati sul campo prima di tutto sotto la sua direzione tecnica.

Le esperienze a Rieti e la promozione a Latina
Il percorso sul campo prosegue fuori dal raccordo. Nel 1979 guida il Rieti. La tappa successiva arriva subito dopo. Dal 1980 al 1982 si siede sulla panchina del Latina. Con la formazione pontina firma una promozione in Serie C1. Una carriera costruita sul lavoro sul campo.
“È sempre stato un allenatore spiritoso, capace di fare gruppo e con la battuta pronta – racconta suo genero, Claudio Tortolano – Viveva lo sport a 360 gradi, non soltanto il calcio: amava il mare e ha fatto una vita interamente dedicata allo sport. E’ stato un vero maestro di calcio”. Oltre che con lo sport, il suo era un rapporto speciale anche con Ostia: “Era innamorato di Ostia. E nel 1982-1093, è stato anche allenatore dell’Ostiamare“.
L’eredità sportiva
Con la scomparsa di Antonio Trebiciani si chiude una pagina storica del calcio romano e regionale, legata a una visione del pallone fondata sulla disciplina, sulla valorizzazione dei settori giovanili e sulla formazione dei talenti del territorio. Un’eredità tecnica che resta impressa nella memoria di Ostia e dei colori giallorossi.


















