Si muovevano tra le corsie di un centro commerciale dell’Eur ma non certo per guardare le vetrine. Con aria circospetta, una banda di ladri mappava passaggi e flussi della folla tra le corsie per guidare a distanza le rapine perfette.
Banda mappava passaggi e flussi della folla tra le corsie per guidare i colpi a distanza: l’ultimo raid finito con l’inseguimento sulle scale mobili
La tecnica ricostruita dagli inquirenti, era quella delle comunicazioni via auricolare. Uno faceva da palo sul corridoio e l’altro faceva il pieno del bottino. Un meccanismo collaudato che si è spezzato grazie a due agenti fuori servizio che hanno incrociato il loro sguardo.
La regia dei colpi
Vista dal di fuori anche quella che sembrava una normale giornata di shopping, era in realtà una coreografia precisa per una banda di ladri, che si muoveva tra i negozi di abbigliamento di un noto complesso commerciale dell’Eur: due complici che avevano messo in atto una tattica di livello quasi militare.
Niente gesti improvvisati o concitazione, solo una posizione strategica mantenuta fino alla fine dei colpi, in cui il primo restava piantato lungo il corridoio principale, coprendo l’ampio raggio visivo per intercettare addetti alle vendite o guardie giurate.
Il secondo invece, si infilava nei locali facendo man bassa. A collegarli non c’erano cenni della mano o richiami ad voce alta, ma un flusso continuo di informazioni via auricolare. Una regia a distanza che gli permetteva di muoversi a colpo sicuro, staccando capi di marca dai supporti e infilandoli direttamente in uno zaino preparato per l’occasione.
A rompere lo schema non è stato il sistema di vigilanza della struttura, ma l’intuizione di due poliziotti liberi dal servizio — appartenenti al Nucleo PolMetro e alla Squadra Mobile — che si trovavano sul posto per motivi personali. Avvertendo la pericolosità di quei movimenti sincronizzati e l’atteggiamento guardingo della coppia, i due agenti hanno deciso di agganciarsi ai sospetti e di seguirne i passi a distanza di sicurezza.
L’azione è precipitata nel momento in cui i malviventi si sono accorti di essere stati scoperti. La coordinazione si è spezzata all’istante ed è scattato il piano di riserva: la fuga separata. Il palo è sparito tra la folla, mentre l’uomo con lo zaino ha tentato una disperata corsa contro il tempo lungo le scale mobili per guadagnare l’uscita.
La corsa è durata finché l’agente lo ha raggiunto e bloccato prima che potesse sparire all’esterno. All’interno dello zaino sono stati recuperati diversi indumenti ancora muniti di placche antitaccheggio e cartellini.
Ignari clienti usati come scudo visivo
Il dato che ha fatto riflettere non è stato l’ammontare della refurtiva, ma il metodo adottato. L’uso sistematico di dispositivi radio o auricolari Bluetooth per compiere furti nei negozi ha trasformato un reato predatorio comune in un’operazione strutturata.
Il dettaglio più inquietante è risieduto nella totale naturalezza con cui questi soggetti si sono mimetizzati tra famiglie e acquirenti, trasformando un luogo di svago collettivo in una scacchiera per comunicazioni tattiche a corto raggio.
I clienti presenti hanno corso un rischio invisibile ma concreto: la consapevolezza che tra le corsie si muovessero individui capaci di monitorare i flussi della gente, mappare le zone d’ombra delle telecamere e comunicare in tempo reale per aggirare i controlli.
L’ombra di una rete coordinata ancora in libertà
L’uomo fermato, un 39enne di origini cubane, è stato arrestato con l’accusa di furto aggravato in concorso. Il Tribunale ha successivamente convalidato l’operato della Polizia di Stato, disponendo nei suoi confronti la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre la merce è stata interamente restituita al responsabile del punto vendita.
È rimasta invece aperta la caccia al secondo uomo. Il complice che coordinava le mosse dall’altro capo dell’auricolare è riuscito a far perdere le proprie tracce nel flusso di visitatori, lasciando dietro di sé l’ombra di un’organizzazione che ha continuato a muoversi nell’ombra della città.


















