Ore di altissima tensione e violenza quelle vissute ieri, domenica 19 luglio, all’interno del carcere minorile (Ipm) di Casal del Marmo, a Roma. Una giornata di caos culminata con lo scavalcamento dei reparti da parte di alcuni detenuti, che si sono armati di punteruoli e spranghe di ferro.
Giornata di violenza nel carcere minorile di Casal del Marmo. Agenti aggrediti con punteruoli e spranghe. La reazione del sindacato
Per riportare la situazione sotto controllo e arginare i disordini, il personale della Polizia Penitenziaria è stato costretto a intervenire in assetto antisommossa, utilizzando caschi e scudi.
Nel corso dei disordini, alcuni agenti sono rimasti feriti. Solo il sangue freddo e la professionalità dei poliziotti hanno evitato che la situazione degenerasse in conseguenze ancora più gravi.
La denuncia del sindacato: «Turni come prove di sopravvivenza»
A denunciare l’accaduto sono Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), e Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio. I vertici sindacali esprimono piena vicinanza ai poliziotti feriti, puntando il dito contro le storiche carenze della struttura capitolina e, più in generale, del sistema detentivo minorile.
«Quanto accaduto è semplicemente intollerabile ed è la fotografia del fallimento di un modello penitenziario che continua a scaricare ogni responsabilità sulla Polizia Penitenziaria» attacca Capece, sottolineando come le segnalazioni sul degrado delle strutture rimangano troppo spesso «chiuse nei cassetti di una burocrazia incapace di decidere».
Secondo il Sappe, la situazione a Casal del Marmo richiede interventi urgenti sul piano organizzativo, della sicurezza e degli organici. «I nostri agenti non sono carne da macello – prosegue il leader sindacale – e ogni turno si trasforma sempre più spesso in una prova di sopravvivenza».
L’appello alla politica: «Finito il tempo delle promesse»
In coda alla nota, il sindacato sposta la questione sul piano politico e amministrativo, invocando una svolta strutturale non più rimandabile. L’appello è rivolto direttamente al Guardasigilli e ai vertici del Dipartimento della Giustizia minorile.
«Il tempo delle analisi e delle promesse è finito», conclude Capece. «Il Ministro della Giustizia e l’Amministrazione assumano finalmente decisioni concrete e verificabili. Le carceri non possono essere governate rincorrendo le emergenze. Continuare a lasciare soli i Baschi Azzurri significa indebolire l’autorità dello Stato e trasmettere un pericoloso messaggio di impunità ».


















