Stop al porto crocieristico di Fiumicino: il Tar accoglie il ricorso degli ambientalisti

Stop al porto crocieristico di Fiumicino, annullato il decreto di compatibilità ambientale, Royal Caribbean ricorrerà in appello al Consiglio di Stato 

Stop al porto crocieristico di Fiumicino Isola Sacra. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da comitati cittadini e associazioni ambientaliste, bloccando di fatto il controverso progetto del nuovo scalo in corso di realizzazione nel territorio della cittadina tirrenica.

Stop al porto crocieristico di Fiumicino, annullato il decreto di compatibilità ambientale, Royal Caribbean ricorrerà in appello al Consiglio di Stato

L’azione legale, promossa alla fine del 2025 da realtà storiche del territorio tra cui il Comitato Tavoli del Porto, Unione Inquilini Fiumicino, Associazione Saifo e Lipu-BirdLife Italia, contestava il decreto di parere favorevole sulla Valutazione di Impatto Ambientale (Via) approvato dal ministero dell’Ambiente di concerto con il ministero della Cultura.

L’azzeramento del progetto

Con questa decisione, i giudici amministrativi hanno azzerato il via libera alla maxi-opera della Fiumicino Waterfront Srl (società del gruppo Royal Caribbean). Il progetto, dal valore multimilionario, prevedeva una trasformazione radicale dell’area con la realizzazione di 1.200 posti barca, 40 ormeggi per megayacht, un hotel da 200 stanze e banchine destinate a ospitare contemporaneamente fino a due grandi navi da crociera.

Esultano le associazioni e i residenti, che vedono confermate le proprie tesi dopo anni di mobilitazione. In una nota congiunta, i ricorrenti sottolineano come la sentenza del tribunale abbia confermato “le ragioni tecniche, ambientali e legali sostenute in questi anni”, riuscendo a fermare “un’opera dall’impatto critico per l’ecosistema della foce del Tevere e per la salute dei cittadini del litorale”.

La posizione dei comitati locali

Secondo i comitati, l’esito del ricorso restituisce finalmente “centralità alla partecipazione dei cittadini e alla salvaguardia del territorio”.

La controparte, tuttavia, non intende demordere. La reazione della Fiumicino Waterfront non si è fatta attendere e delinea già il prossimo capitolo della battaglia legale.

Questa mattina abbiamo appreso la decisione del Tar del Lazio in merito al ricorso -ha dichiarato l’Amministratore Delegato della società, Galliano Di Marco- Rispettiamo quanto stabilito senza commentare la decisione, ma procederemo in Appello nei tempi e nei modi previsti dalla legge”. La partita per il futuro del porto turistico-crocieristico si sposta ora al Consiglio di Stato ultimo grado di giudizio per quel che concerne le cause di diritto amministrativo.

Le categorie imprenditoriali ribadiscono l’importanza dell’opera

Apprendiamo con sorpresa della sentenza del Tar del Lazio che ha annullato il Decreto Via del Porto turistico crocieristico di Isola Sacra. Come imprenditori, esercenti, associazioni, cittadini, riteniamo il porto crocieristico un’occasione unica di sviluppo, riqualificazione e rilancio per la cittadina tirrenica e per la stessa Capitale che ritroverebbe dopo due millenni il suo porto alla foce del Tevere”.

Lo sottolineano Federalberghi Fiumicino, Consorzio Nautico del Lazio, Rete Imprese Balneari Isola Sacra, Comitato Il Timone, CNA Litorale e Cantieristica Locale, Coldiretti Roma e Confesercenti Roma.

Perdere questa opportunità sarebbe un danno immenso per il presente e per le future generazioni, per questo ci auguriamo che nel secondo grado di giudizio possa essere riconosciuta la validità di un progetto che travalica i confini territoriali”.

Ricordiamo come da stime attendibili risulti che il Porto di Isola Sacra sia in grado di contribuire all’incremento del Pil italiano per oltre 500 milioni di euro durante la sola fase di costruzione e per altri 400 milioni l’anno durante la fase operativa. Per la sola costruzione dell’infrastruttura verranno impiegati 2mila lavoratori l’anno, a regime verrebbero creati oltre 5mila posti di lavoro permanenti a tempo pieno”.

Insorge l’opposizione

La sentenza del Tar rappresenta una vittoria dei Comitati e di tutti i cittadini che in questi anni hanno difeso il loro territorio”. Lo rimarcano in una nota i consiglieri di opposizione del Comune di Fiumicino.

Il porto era il progetto che l’Amministrazione Baccini aveva scelto di fare proprio fin dal primo Consiglio comunale, presentandolo come uno degli interventi simbolo del mandato. Oggi quel modello mostra tutta la sua fragilità e impone una profonda riflessione politica”.

Lo abbiamo detto fin dal primo giorno: quel progetto non stava in piedi e lo stesso vale per il progetto della quarta pista dell’aeroporto “Leonardo da Vinci”. Continuiamo a ritenere che non sia questo il modello di sviluppo di cui Fiumicino ha bisogno. Uno sviluppo che sacrifica il territorio e la qualità della vita dei cittadini non può rappresentare il futuro della nostra città”.

La vicenda del porto deve essere un segnale chiaro: serve una politica capace di ascoltare il territorio, rispettare le regole e investire su uno sviluppo realmente sostenibile. La politica non può rincorrere idee di sviluppo decise da altri, ma deve dettare la propria agenda nell’interesse esclusivo della comunità”.