Una puntura d’insetto, pochi minuti di apnea e una corsa disperata che purtroppo si è rivelata inutile. È morto così un uomo di 65 anni residente nel territorio pontino, stroncato da un violento shock anafilattico nel pomeriggio di ieri, primo luglio, a Cisterna di Latina. A ucciderlo, con ogni probabilità, la puntura di un calabrone.
L’uomo speva di essere allergico: il veleno del calabrone non gli ha lasciato scampo. Inutile la corsa disperata dei familiari verso il primo presidio sanitario
La vittima sapeva di essere un soggetto fortemente allergico alle punture di insetto. Non appena il calabrone lo ha colpito, l’uomo ha avvertito i primi, inconfondibili sintomi della reazione immunitaria: un vistoso gonfiore localizzato, seguito a stretto giro da gravi difficoltà respiratorie e da un rapidissimo collasso delle funzioni vitali.
I familiari, intuendo immediatamente la gravità della situazione, non hanno aspettato l’arrivo dei soccorsi a casa: lo hanno caricato in auto e si sono diretti a tutta velocità verso il presidio sanitario più vicino.
La corsa al primo punto sanitario e i tentativi di rianimazione
La corsa contro il tempo si è conclusa davanti al Pat (Presidio di Assistenza Territoriale) di Cisterna, la struttura che ha sostituito il precedente Punto di primo intervento. I medici e gli infermieri della struttura si sono attivati immediatamente, mettendo in atto tutte le manovre d’emergenza possibili per stabilizzare il sessantacinquenne.
Tuttavia, il Pat non è un pronto soccorso attrezzato per le macro-emergenze tempo-dipendenti. Nel frattempo è stato allertato il 118, arrivato sul posto con un’ambulanza. Sono poi intervenuti i carabinieri delle compagnie di Cisterna e Aprilia per supportare le operazioni e raccogliere le prime testimonianze.
Nonostante i prolungati tentativi di rianimazione cardio-polmonare da parte del personale sanitario, il quadro clinico è precipitato: lo shock anafilattico non ha lasciato scampo all’uomo.
La decisione della Procura
Informata del decesso, la Procura di Latina ha esaminato la relazione dei militari e dei medici. Trattandosi inequivocabilmente di una morte per cause naturali — legata appunto alla violenta reazione allergica — il magistrato di turno non ha ritenuto necessario disporre l’esame autoptico. La salma è stata immediatamente restituita alla famiglia per la celebrazione dei funerali.


















